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Quale legalità?

La tematica affrontata dal giudice R. Riverso, nel secondo intervento, era tanto affascinante quanto difficile, soprattuto per i miei giovani lettori. Il titolo “quale legalità?” anticipava come il problema del rispetto delle leggi porti con sè profondi conflitti ai quali l’uomo non può sottrarsi. Indubbiamente la necessità di regole nasce dal fatto che l’uomo deve vivere con gli altri e le leggi sono uno strumento per garantire certi comportamenti.

Ma i comportamenti prescritti non sono necessariamente sempre giusti.

Le leggi infatti possono essere varie ed esistono anche leggi profondamente ingiuste. Le leggi che prevedevano la schiavitù, le leggi razziali, le leggi che prevedono la pena di morte sono forse giuste?

Si possono forse considerare “criminali” quelle persone che hanno cercato di salvare in ogni modo gli ebrei violando delle leggi dello Stato? Si sono forse considerare “giusti” quei cittadini che, rispettando le leggi dello Stato, hanno torturato e ucciso nei campi di sterminio milioni di persone?

La giustizia quindi può essere ridotta al solo rispetto della legge? Il dott. Riverso concludeva dicendo che non dobbiamo vedere la giustizia come qualcosa di altro da noi, ma come un sentimento che nasce da una ricerca continua, che parte da un confronto, dal rispetto e dal dialogo con l’altro. Pensare di non essere mai abbastanza giusti è già un modo di esselo.

Voi cosa ne pensate?


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Il rispetto delle regole

Il Prefetto, la dott.ssa F. De Sanctis, ha sottolineato una cosa molto importante: il rispetto non deve nascere dalla paura. Non dobbiamo rispettare le regole solo perchè abbiamo paura delle sanzioni. Il rispetto delle regole dovrebbe diventare un atteggiamento spontaneo, un modo di vivere.

Un articolo di Giorgio Bocca, su Venerdì di Repubblica di questa settimana, sottolineava proprio come gli italiani vivano invece sempre ai limiti della legalità. Dice l’Autore: “Muovetevi in questo paese, intraprendete, costituite società, comprate e vendete, e scoprirere che novanta volte su cento tanti italiani hanno una sola regola: imbrogliarvi, farvi dei preventivi superiori al giusto, non pagare le tasse, inventare spese inutili, prolungare i contenziosi, fare uso di mazzette lubrificanti”.

Purtroppo è molto spesso così: la logica del “così fan tutti”, del “cosa c’è di male”, dei “furbetti del quartierino” sembra essere vincente e anche un po’ affascinante.

Perchè rispettare le regole nel nostro paese ci fa sentire stupidi?


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Giornata della legalità

 

Ieri a Lugo l’Ufficio Scolastico Provinciale e la Consulta Provinciale hanno organizzato la “Giornata della Legalità” alla quale abbiamo partecipato con 10 studenti in rappresentanza del nostro Istituto. E’ stata una mattina densa di contenuti e di spunti di riflessione che vorrei condividere con voi, contando anche sulla collaborazione di chi era con me!

Farò più articoli per discutere sulle tematiche emerse dai diversi interventi dei relatori.



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Cicale o formiche?

 

 

Abbiamo affrontato l’argomento consumi parlando del ruolo delle famiglie nel sistema economico. Indubbiamente è un problema che ci riguarda molto da vicino e che ci fa capire come la nostra società si sia spostata sempre di più dal consumo al consumismo. Dal comprare ciò di cui abbiamo bisogno al comprare per il piacere di comprare.

Leggete questo brano e ditemi sinceramente qual è la vostra opinione. 

Siete affascinati dallo shopping o prudenti risparmiatori? Cicale o formiche?

 

Nuovi beni di consumo: beni capaci di soddisfare meglio bisogni o desideri. Beni nuovi, che in ogni caso sostituiscono beni vecchi, li rendono obsoleti, li fanno scomparire o li relegano in un angolo, impedendo che il mercato si saturi. Beni che suscitano una domanda nuova, sconfiggendo il pericolo della sazietà. Beni, se vogliamo, sempre meno di prima necessità, sempre più appetiti dai consumatori, almeno per qualche tempo, in attesa che altri beni, ancor più nuovi siano inventati e proposti. Beni che cambiano senza sosta i nostri costumi di vita, dapprima nei ceti più abbienti, che li sperimentano, quindi in tutta la popolazione, quando la moda si diffonde e si riducono i prezzi di costo e di vendita.” S. RICOSSA, La rivoluzione dei consumi, in “Le rivoluzioni del benessere”,  a cura di P. Melograni e S. Ricossa, Bari (1988) 



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La Costituzione Italiana

A volte gli studenti ti mettono di fronte a delle crudeli verità. Dopo aver parlato per tutto l’anno della Costituzione italiana, aver studiato la sua importanza nella scala delle fonti del diritto, analizzato le vicende storiche che l’hanno fatta nascere, la struttura interna del documento e aver spiegato diversi articoli, questa mattina qualcuno mi ha chiesto:”ma dov’è questa Costituzione? c’è un libro?” .  😦

  • Ma perchè? Cosa sbagliamo?  

Per chi avesse ancora qualche dubbio, scaricate subito il testo della nostra Costituzione!