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I recuperi dei recuperi

Su la Stampa di ieri Paola Mastrocola, con la schiettezza che la contraddistingue, scrive un articolo sulla scuola intitolato “Scuola, aboliamo il recupero degli asini”. Dice l’Autrice “ Siamo sicuri che l’Italia debbe pagare così tanto denaro perchè uno studente si ostina a non aprire un libro?…Pensiamo davvero che faccia bene ai ragazzi essere così tanto imboccati, pedinati, inseguiti e perseguitati: in una parola, recuperati? Non dovrebbe esserci un tempo in cui gli insegnanti, dopo avere svolto e ri-svolto con professionalità e passione gli argomenti del programma, li lascino finalmente soli a rispondere delle loro azioni o non azioni? Non dovremmo esigere che diventino responsabili dei loro insuccessi? Responsabili e liberi, anche di non studiare. Non sarebbe questa un’azione nobilmente educativa? “.

Mi è sembrato un brano forte ma estemamente vero. Gli studenti fondamentalmente non studiano e non vogliono studiare. Lo dimostra il fatto che molti studenti hanno recuperato in poche settimane il debito del primo quadrimestre e poi sono crollati di nuovo, miseramente. Come mai? Perchè hanno smesso immediatamente di studiare. 

Gli studenti non studiano ma vorrebbero essere promossi lo stesso. Vi sembra giusto?

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Classe che vai assemblea che trovi!

Ho notato che durante questa settimana, finiti i consigli di classe, in molte classi si sono svolte le assemblee di classe. Forse le ultime di questo anno scolastico. 

Come sono andate queste assemblee? Siete migliorati nella gestione di queste ore?  Siete riusciti a parlare dei vostri problemi? Siete riusciti ad ascoltarvi? Siete riusciti a focalizzare il dibattito su problemi effettivamente affrontabili? Ci sono cose che avreste voluto dire ai vostri compagni ma non avete avuto il coraggio di fare? 

Approfittate di questo spazio per parlare, ascoltare, rispondere 😉