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Poi non dite che non ve lo avevo detto

In un interessante articolo pubblicato sul corriere.it Francesco Giavazzi sottolinea: “Dal dopoguerra alla fine degli anni Ottanta la distanza fra il reddito dei laureati e quello di lavoratori poco istruiti è rimasta relativamente stabile; ma negli ultimi vent’anni quella distanza è esplosa. Innovazione tecnologica (Internet, i computer, l’uso sempre più frequente di modelli fisici e matematici nella finanza) e globalizzazione hanno concorso a far crescere il «premio all’istruzione». La globalizzazione (come spiegano Paolo Epifani e Gino Gancia in un articolo sull’Economic Journal) premia l’istruzione perché le imprese, per sopravvivere, devono dedicarsi a produzioni che richiedono lavoro con un elevato livello di specializzazione. Chi ha smesso troppo presto di studiare, o chi ha avuto la sfortuna di frequentare scuole cattive, è perduto”.

Ma tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire 😥

5 pensieri riguardo “Poi non dite che non ve lo avevo detto

  1. infatti era il discorso che facevo nell’altra discussione…se uno si rifiuta di apprendere ciò che l’insegnate ti sta cercando di far capire non arriverai mai a nulla.
    cioè quelle persone che davanti all’insegnante che spiega ridono e chiacchierano non ci guadagneranno mai nulla…l’unica cosa che fanno è un torto all’insegnante!

  2. Ciao a tutti,
    è senza dubbio un articolo molto interessante: oltre all’aspetto che lei ha messo in evidenza, cioè quello che l’istruzione si sta dimostrando sempre più fondamentale per la crescita di un paese (e su questo penso che siamo tutti d’accordo), emerge anche l’esigenza di una riforma del sistema scolastico, che è inadeguato alle nuove sfide del terzo millennio.
    Ci provò il Ministro Moratti, ottenendo il risultato di sfasciare ancora di più la scuola italiana (opinione personale); ci ha provato il Ministro Fioroni, con una riforma molto contestata, che si propone di dare più credibilità agli studenti che finiscono gli studi, ma che incontra delle difficoltà oggettive (non si possono far stare gli studenti sui banchi anche in estate!).
    Ora è il turno di Mariastella Gelmini, che personalmente non conosco come politico, ma a cui auguro di far bene perchè il nostro futuro merita d meglio.

  3. Chiaro il concetto prof! A volte però studiare è difficile se non si capisce bene l’argomento… e la scuola in generale diventa un peso..almeno per me! 😦

  4. Non mollare: non ci si può “allenare” tutto l’anno e poi perdere le “ultime partite” per la stanchezza, coraggio!

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