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Torna il voto di condotta

Sembra che, tra le riforme pronte per la scuola, una delle prime ad arrivare sarà quella di reintrodurre il voto di condotta che potrà incidere sulla eventuale bocciatura. Gli episodi di bullismo, gli atti vandalici, le offese che che sempre più spesso gli studenti fanno a compagni e insegnanti, cominciano ad allarmare l’opinione pubblica. Ma riuscirà un voto a cambiare qualcosa? Temo che chi arriva a certi livelli abbia ormai perso il rispetto anche per se stesso e non sarà la minaccia del voto a farli cambiare. Voi cosa ne pensate?

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Che ne sarà di noi?

Venerdì su “La Repubblica” un articolo di Ilvo Diamanti, “Maledetti professori”, sottolinea come il nostro lavoro di insegnanti sia sempre più lontano dai valori condivisi in questa società. Condivo molto le sue parole, perchè spesso mi sento Don Chiscotte contro i mulini a vento. Conclude nelle ultime righe:

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno – o quasi – ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell’informazione critica: le veline. Una società in cui conti – anzi: esisti – solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare “opinionista” anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una “pupa ignorante”, un tronista o un “amico” palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende – per professione – di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza “studenti”. Perché dovrebbe aver bisogno di docenti? 

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

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Mal comune

Sono stati pubblicati dal Ministero i dati ufficiali: 

  • il 45,7% dei ragazzi con giudizio sospeso ha l’insufficienza in matematica,
  • il 30,6% ha l’insufficienza nelle lingue straniere.

Il problema accomuna tutti gli studenti italiani, senza distinzione di sesso, tipo di scuola o posizione geografica. Ci sarà una spiegazione a questo fenomeno, voi che dite?

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Obbligo scolastico

Nonostante l’obbligo scolastico riguardi tutti gli studenti dai 14 ai 16 anni, molti dei diretti interessati sono completamente all’oscuro di come stanno veramente le cose. In verità, devo ammetterlo, la vicenda è piuttosto complicata e confusa, soprattutto per l’avvicendarsi di continue e diverse soluzioni normative. 

Dopo le decisioni prese in questi giorni, la situazione sembra essere questa:

  • l’obbligo scolastico è previsto fino ai 16 anni,
  • questo obbligo viene assolto sia frequentando la scuola che frequentando corsi di formazione professionale,
  • per iscriversi ai corsi di formazione professionale (in Emilia Romagna) occorre aver compiuto 15 anni per cui occorre frequentare almeno un anno di scuola superiore.

Molti si chiedono quale sia il senso di questo anno nella scuola superiore se l’obiettivo dello studente è quello di prendere una qualifica professionale in un centro di formazione. La speranza è che i ragazzi, agganciati per un anno alla scuola superiore, provino interessere e motivazione tali da spingerli a non mollare. Speriamo 😉

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19 luglio

16 anni fa, il 19 luglio 1992 , Paolo Borsellino veniva ucciso in via D’Amelio dalla mafia, assieme ai cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Pochi mesi prima aveva preso in mano l’inchiesta di Giovanni Falcone, morto il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci.

Due persone meravigliose, che hanno vissuto con grande onestà ed enorme coraggio il loro ruolo di magistrati, convinti che qualcosa contro la mafia si potesse e si dovesse fare. Quando a Falcone chiedevano chi glielo facesse fare di rischiare la vita ogni giorno, contro una piovra che sembrava ogni giorno più forte, il giudice rispondeva “è il mio dovere”. Borsellino diceva : “Chi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una sola volta”.

Eroi da non dimenticare.

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E’ tutta pubblicità

In questi giorni i giornali e i telegiornali hanno osannato l’uscita di un nuovo cellulare (l’ennesimo cellulare) della Apple, il nuovo iPhone. Servizi interi che esaltavano le mirabolanti qualità tecnologiche e ci informavano sulle file chilometriche degli aspiranti acquirenti nei negozi di tutto il mondo. 

Ma questa non è pubblicità mascherata? E l’informazione vera che fine ha fatto?

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La botte piena e la moglie ubriaca?

Ci si lamenta sempre della qualità della nostra scuola. Studenti impreparati, insegnanti demotivati, edifici fatiscenti, programmi superati, tecnologie obsolete. Poi, per migiorare la situazione ecco la proposta geniale: tagliare. Tagliare gli insegnanti, aumentare gli alunni per classe, eliminare gli insegnanti di sostegno, eliminare collaboratori scolastici.

Fatico a capire la logica di questi provvedimenti ma posso facilmente prevedere quali saranno i risultati che si otterranno. 😦