Mai più happy housewives

18 dicembre 2008

In alcune classi stiamo affrontando il problema delle discriminazioni tra uomini e donne. Discriminazioni che nel nostro paese, ancora oggi, sono molto forti e diffuse. 

Volevo allora segnalare alla vostra attenzione questa notizia: l’europarlamentare svedese Eva Britt ha proposto un rapporto (per ora non ancora obbligatorio negli stati U.E.) che propone l’eliminazione dalla pubblicità di tutti gli stereotipi di genere. Basta quindi con le donne tutte casa e famiglia, sempre belle e sorridenti, felici di fare il bucato, che amano lavatrici e lavastoviglie. E basta anche con gli uomini giovani, forti e macho alla guida di potenti auto. 

La pubblicità, afferma il rapporto, ha un grande ruolo: è fatta per influenzare gli individui. E questi spot sono negativi sopratutto perché influenzano i giovani che dalla Tv prendono tutto, modelli di comportamento compresi. 

Secondo voi il problema esiste oppure oggi non esistono più discriminazioni tra uomini e donne? La pubblicità ha un ruolo così forte nell’influenzare i nostri modelli di comportamento? Il cambiamento degli spot potrebbe produrre qualche effetto nelle nostre vite?  


Una mostra in Comune

18 dicembre 2008

Nel Comune di Faenza, nel salone delle Bandiere di palazzo Manfredi, c’è un’interessante mostra su uno dei momenti più bui della storia del nostro paese: le leggi razziali emanate nel 1938 durante il regime fascista.

Con queste leggi agli ebrei, ad esempio, fu proibito di prestare servizio militare, essere proprietari di aziende, di terreni e fabbricati, di avere domestici “ariani”. Gli ebrei vennero licenziati dalle amministrazioni militari e civili, dagli enti provinciali e comunali, dagli enti parastatali, dalle banche, dalle assicurazioni e dall’insegnamento nelle scuole di qualunque ordine e grado. I ragazzi, infine, non potevano essere accolti nelle scuole statali.

Sono passati 70 anni ma non dobbiamo dimenticare. Perchè non accada mai più.

1938: le leggi razziali in Italia. Tra collaborazionismo e indifferenza

La mostra è aperta a tutti e dura fino al 20 dicembre 2008.  Dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.00; il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

Una buona occasione per riflettere.