Pubblicato in: attualità, news

mettiamoci qualcosa di verde

Come probabilmente vedete dai telegiornali, a Teheran la lotta dei cittadini non accenna a fermarsi nonostante la violenta repressione in atto e la soppressione di tutte le comunicazioni indipendenti.

Questa volta vi propongo di leggere questa lettera di una ragazza iraniana che fa un appello al mondo intero per il suo popolo.

Come MisSnaky lo aveva fatto per il suo.

A conferma che le persone possono sentirsi molto vicine anche se parlano lingue diverse, vivono in continenti diversi e forse non si conosceranno mai.

Un pensiero riguardo “mettiamoci qualcosa di verde

  1. Mi sono venuti i brividi, accidenti. La ragazza ha esattamente centrato il punto. Deve essere terribile vivere così, mentre sai che il tuo Paese, e parte della tua Anima cade così, in mano a un dittatore sanguinario, senza che tu possa muovere un solo dito.
    La parte su Dio..sì condivido anche quella. Certo che gli esseri umani devono risolvere da soli i problemi che si sono creati, ma loro ci hanno PROVATO, e li hanno uccisi in massa. Sono morte 12 persone? Se, come no. Chissà quanti genitori che non hanno trovato i proprio figli…la disperazione di andare in strada anche se hanno proibito TASSATIVAMENTE ogni commemorazione delle vittime e ogni tipo di manifestazione. Il coraggio, o esere ababstanza stupidi da andare in strada pure feriti o con l’eventualità di essere feriti e di essere uccisi.
    Si può parlare di repressione, ma non si arriverà mai a capire cosa spinge l’essere umano a sacrificarsi per dolore e amore della sua Patria. Non è che i dimostranti facciano tutto questo per il personaggio politico moderato, lui è solo l’esponente della corrente di pensiero di opposizione.
    I dimostranti fanno tutto questo per la mera speranza che qualcosa cambi, che l’Occidente ascolti. Ma che cosa vogliono sti tipi dall’Europa e dall’USA, chiederete voi? Chiedono giustizia. Chiedono che finalmente la libertà che tanto sbandierano, e la democrazia di cui si vantano, tocchi anche loro. Chiedono un governo più giusto, una vita libera dal timore di dire la cosa sbagliata ed essere soppresso. Come carne da macello.
    I dimostranti sono agitati da una grande forza d’animo, ma sono anche questo. Carne. Carne viva che soffre e teme. E la cosa peggiore è non sapere di chi fidarsi. La cosa peggiore è andare sui posti di lavoro o a scuola e non sapere se parlarne o no, perchè loro sono DAPPERTUTTO. E non si fanno scrupoli a prelevarti, dovunque tu sia. Come fai a sapere di chi fidarti, chi è davvero tuo amico e chi invece non si venderebbe per soldi al ‘nemico’?
    Quella dell’Iran è una situazione complessa…indumenti verdi o meno, la loro voce continuerà a gridare fino a quando avrà ancora forza, fiducia e speranza…e abbastanza coraggio da affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Bisognerebbe ascoltare, di tanto in tanto…

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