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Il buon cittadino, il buon politico

Abbiamo iniziato la lettura della Costituzione e, partendo dall’art.1 cost., stiamo riflettendo sulla democrazia. E’ evidente che “il potere del popolo” presuppone due elementi fondamentali: da un lato che il popolo si interessi della politica, cioè delle questioni della polis, dello Stato, senza delegare passivamente le scelte, dall’altra che i rappresentanti del popolo siano veramente tali e che operino al servizio dei cittadini. Purtroppo però nelle varie discussioni emerge che voi siete molto critici sia nei confronti sia della politica che dei politici. Tendete spesso a generalizzare tutto, condannando totalmente l’attività degli esponenti dei partiti politici, ritenendo che siano in sostanza “tutti uguali”. In realtà dovremmo cercare di capire meglio, per evitare un pericoloso indifferentismo verso la politica.

Allora vi chiedo: quali qualità dovrebbero avere un buon  politico e un buon un cittadino perché la democrazia diretta e rappresentativa possano  funzionare meglio?

Aspetto un po’ di risposte e poi magari apriamo un sondaggio.

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lezione n.4: come si studia il diritto

Ripetere a voce alta

Dopo aver letto e capito il testo dovete esporre a voce alta ciò che avete appreso. Questo soprattutto per preparare le interrogazioni. E’ questo, infatti, e non altro, dovrete fare durante l’interrogazione e se non vi allenate prima non potrete mai ottenere un buon risultato. Sarebbe come voler diventare un abile sportivo allenandosi… sul divano 😉

Se non siete in grado di esporre l’argomento significa che non lo avete ancora compreso pienamente, viceversa ogni volta che esporrete in modo sicuro vi sentirete di aver compreso sempre meglio le problematiche affrontate.

Attenti però a non imparare a memoria, in modo meccanico, frasi di cui non capite il significato, perché rischiate di imparare frasi sbagliate o deformate dal ricordo. Cercate piuttosto di imparare frasi chiare, semplici, utilizzando i termini specifici e non espressioni tipo “la cosa, il coso”.  Cercate di organizzare un discorso, ma rimanete aperti alla possibilità di rispondere alle domande dell’insegnante, dicendo solo ciò che serve. E’ un errore molto frequente infatti voler dire tutto quello che si sa, esponendo anche parti non pertinenti ed inutili rispetto alla domanda. Il che rende a mio avviso sbagliata la risposta.

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lezione n.3: come si studia diritto

Armarsi di santa pazienza

Per riuscire bene in questa materia bisogna armarsi di santa pazienza e non aver fretta. Bisogna studiare appunti e manuale collegandoli e confrontandoli fra loro. Bisogna leggere con attenzione, cercando nel vocabolario le parole delle quali non si conosce il significato perché spesso il linguaggio giuridico non è comprensibile a chi non ha mai studiato diritto. Dovete leggere e poi possibilmente rileggere, perché ci sono passaggi e concetti che non possono essere compresi immediatamente, ma solo dopo varie letture. Ogni volta che rileggerete potrete capire qualcosa di più.

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lezione n.2: come si studia diritto

Applichiamo le norme.

Dopo aver studiato le norme e cercato di capirne la funzione dovremmo essere in grado di utilizzarle per risolvere qualche problema reale. Capisco che questa sia una richiesta difficile, capisco che siete abituati a leggere e ripetere in modo meccanico e mnemonico frasi che spesso non avete neppure compreso, ma questo tipo di apprendimento non serve a nulla. Il diritto risolve questioni pratiche e solo collegandole a queste è possibile coglierne l’importanza e la complessità.

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lezione n.1: come si studia diritto

Vorrei darvi una serie di lezioni sul metodo di studio necessario per avere successo in questa materia. Possono essere suggerimenti importanti non solo per gli anni del biennio, ma anche dopo. Ma forse potranno esservi utili anche per  altre materie.

Scopriamo il perché.

Le norme giuridiche sono opera degli uomini, i quali se le costruiscono per raggiungere gli obiettivi desiderati. Dobbiamo quindi studiare le norme giuridiche cercando di capire perché sono state introdotte, cercando di capire quali esigenze soddisfano. Dobbiamo chiederci non solo cosa è vietato e cosa è imposto, ma anche perché la legge ci vieta o ci impone qualcosa. Dobbiamo chiederci cosa succerebbe se quella regola non ci fosse o se fosse diversa.

Se invece studiamo il diritto come se fosse “l’elenco del telefono” non capiremo mai le ragioni delle regole che dobbiamo rispettare, non ne coglieremo il collegamento né con la nostra vita quotidiana né con le notizie di attualità riportate in qualsiasi giornale.

E sarà tutto terribilmente inutile e noioso.

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L’ora di religione islamica?

Oggi in classe abbiamo parlato della notizia relativa alla possibilità di introdurre a scuola l’ora di religione islamica, come ora facoltativa e alternativa alla religione cattolica.  La proposta è stata fatta dal viceministro allo sviluppo economico Adolfo Urso che ritiene, in questo modo, di riuscire ad evitare di abbandonare i minorenni islamici “nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste”.

La discussione è stata piuttosto accesa, al punto che Filippo oggi pomeriggio mi chiede:

Prof. ho visto che oggi, mentre in classe parlavamo della questione della religione islamica, gli animi di diverse persone si erano animati… cosa ne pensa se apriamo un ”topic” pubblico per vedere cosa ne pensa il resto della gente ?? Perchè il nostro era solo un parere di ragazzini 15enni...

Eccolo accontentato. Ma per aver chiara la questione vorrei che leggeste opinioni a favore e opinioni contrarie.

Il dibattito è aperto 😀