Pubblicato in: attualità

il ponte sullo stretto

Martina mi chiede di discutere con voi della notizia del giorno: l’inizio dei lavori per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, annunciati dal Presidente del Consiglio.

Prof, oggi abbiamo iniziato il lavoro del quotidiano in classe e vorrei discutere qui sul blog di una notizia che ho letto sul Resto del Carlino. L’argomento in questione è la costruzione del ponte sullo stretto di Messina.
Personalmente non lo ritengo un’infrastuttura possibile da costruire, in primis per gli scarsi fondi dello Stato che ora servono per ricostruire case molto piu importanti come quelle in Sicilia o in Abruzzo. Inoltre credo x la mafia ci siano molti problemi perchè si infiltra ovunque; dal punto paesaggistico, “inquina” il paesaggio. Insomma, non vedo molti PRO in questa costruzione. Il Premier dice:” Il debito non fermerà le infrastrutture, a dicembre/ gennaio cominvceremo i lavori”.
I fondi statali diminuirano, le tasse aumenteranno … è impossibile raccimolare tutti quei miliardi per fare il ponte.

Vorremmo sapere i vostri pareri perchè magari c’è chi la pensa diversamente.

25 pensieri riguardo “il ponte sullo stretto

  1. Io sono sempre stato e sono contro la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, per alcune semplici ragioni:
    1) per prima cosa ovviamente le ragioni dell’ambiente, perchè quest’opera sarà un vero e proprio obrobrio che andrà a rovinare un altro meraviglioso pezzo di costa italiana;
    2) prima di costruire opere faraoniche non sarebbe meglio ammodernare le infrastrutture del sud? Mi riferisco a strade, autostrade e ferrovie, che nel meridione sono in gran parte in condizioni pietose e sono indegne di un paese sviluppato;
    3) Utilizzare tanti soldi in un’operazione a lungo termine come questa soprattutto in Italia è molto pericoloso perchè non si sa mai come va a finire e che fine fanno i soldi investiti.

    Non credo invece che quella della mafia sia una ragione per non fare il ponte, perchè se ragionassimo in questo modo allora non si farebbe più niente nelle regioni meridionali, neanche le opere più piccole, ed il sud sarebbe abbandonato a sè stesso: non sarebbe un bel segnale.

    Sul discorso dei finanziamenti invece se le cifre dell’articolo sono corrette e se ho capito bene I CONTI del Ministro Matteoli NON TORNANO:
    2,8 (legge Obiettivo) + 7,3 (fondi Fas europei) + 8 (finanziamenti privati) = 18,1 miliardi
    ma
    27,6 (costo dell’opera) – 18,1 = 9,5 miliardi
    da dove li prendiamo questi 9,5 miliardi scoperti ???

  2. io sono dell’idea che possa portare davvero pochi vantaggi…. esistono i traghetti mica per nulla….
    perchè spendere soldi in questa struttura quando altre strutture necessitano maggiormente di essere costruite ?! Staremo a vedere cosa accadra’ anche perchè, per quanto è stato ribadito dalla prof., la MAFIA non esiterà un attimo a impedire lo svoglimento dei lavori…. purtroppo giu al SUD tutto va in base alla MAFIA, purtroppo.

  3. Non avete considerato oltre a quello che dite voi anche il problema del movimento della zolla su cui sono Sicilia e Calabria e la sismicità del luogo.

    Mario Tozzi parla del ponte sullo stretto:

  4. Io sono contro dell’idea che sarebbe meglio non costruirlo perchè:
    1) ci sono gravi impatti sull’ambiente;
    2) quei soldi dovrebbero essere usati per rimodernare i vecchi edifici o delle altre infrastrutture;
    3) quei soldi dovrebbero essere spesi per aiutare i cittadini di Abruzzo e Messina;
    4) come ha già detto Ste91, non ci sarebbero i soldi necessari per costruirla (il costo dell’operadovrebbe costare 27,6 miliardi, mentre noi ne abbiamo solo 18,1)

  5. @ Anco:
    non credo che chi ha il dovere di costruire questo ponte abbia tralasciato questo dettaglio, infatti, il ponte dovrebe resistere fino a 7,1 gradi Richter.

    Ma, a parte questo, si stima che passeranno dallo stretto circa 18000 veicoli su 6 corsie, saranno costruite 2 linee ferroviarie sulle quali passeranno 200 treni al giorno. Allora, si dice tanto dell’ inquinamento, si combatte attraverso il Protocollo di Kyoto, si cercano di ideare macchine ecologiche a ridotto impatto ambientale. E poi? E poi tutto questo! si costruisce un ponte che:
    -Non si sà da dove il Premier prenda tutti quei soldi, ma di sicuro saranno soldi sporchi quei 9,5 miliardi mancanti. Eppure sono soldi sicuri perchè sennò Berlusconi non sarebbe poi così tanto sicuro e certo, ma soprattutto non sarebbe così determinato sulla costruzione di questo ponte.
    – l’infrastruttura sarà un vero flop in tutti i sensi; a causa dell’intensivo inquinamento , perchè credo che inquinano molto meno tutti quei traghetti che passano ogni giorno dallo stretto rispetto al passaggio di tutti quei veicoli stimati. Inoltre ci sono miliardi di persone sotto tetti ASSOLUTAMENTE pericolosi e il Premier cosa fa?! Ovviamente pensa a costruire un’opera faraonica, un’opera che rimanga nel cuore degli italiani, un’ opera che quando la vedi dici:”Questo ponte l’ha voluto costruire Berlusconi”.
    Morale della favola: credo che l’egoismo con cui il Premier stia mandando avanti il progetto di costruzione sia vermamente indegno. A questo punto mi resta solo di pensare che lui voglia raccimolare un po’ di lettori anche al Sud, per esempio, nella Calabria che è schierata dalla parte del PD.
    Insomma, alla fine in questo paese la cosa che conta davvero non è pensare alla popolazione come dovrebbero fare tutti ma costruire infrastrutture senza senso per poi privare alla popolazione aiuti su qualsiasi fronte.

  6. Ma siete tutti d’accordo? Siete sicuri che la pensereste nello stesso modo se foste siciliani? Magari quest’opera porterà lavoro a tanta gente e potrebbe essere un’occasione di sviluppo.

    1. Io se fossi siciliano mi preoccuperei piuttosto di esigere la costruzione/manutenzione di infrastrutture che colleghino i principali centri della regione, pretenderei un piano serio per risollevare il meridione e far ripartire lo sviluppo industriale e vorrei che lo Stato ricominciasse a fare lo Stato non permettendo alla criminalità organizzata di sostituirlo.
      Se questi piani venissero attuati (basterebbe partire dal primo visto che stiamo parlando di infrastrutture) allora sì che si creerebbero opportunità di lavoro e di sviluppo, non certo con questo ponte.

  7. @ martifus
    Però se hanno deciso di costruirlo secondo me non hanno pensato molto al fatto che la Calabria si sposti dalla Sicilia qualche cm ogni tot di anni.

    @carlimoretti
    Secondo me porterà lavoro solo durante la sua costruzione, perchè come dice Mario Tozzi i pendolari siculo-calabresi utilizzano i traghetti, quindi con la costruzione di questo ponte estremamente costoso al massimo perderebbero lavoro i traghettatori :S

  8. Se il ponte venisse ultimato rimangono comunque il mistero dei 9,5 miliardi (che non sono due lire) che non tornano al conto totale…

  9. Vorrei fare notare alcuni aspetti:
    1°- Il progetto definitivo non è ancora stato approvato da parte del CIPE, e comunque c’è in sospeso una azione di ricorso al TAR da parte di cittadini lesi nei propri diritti; inoltre le risorse del ponte sarebbero di provenienza prevalentemente privata (5 miliardi su 6,3, per un importo pari all’80% del costo complessivo – AGI, 7 ottobre). Allo stato non risulta sussistere alcun finanziamento privato per l’infrastruttura. E d’altronde non sarebbe possibile averne, visto che il progetto ancora non esiste, se non nella sua versione preliminare del 2002. Esiste invece una delibera di stanziamento dal parte del CIPE, che impegna il governo a destinare all’opera 1,3 miliardi in più anni,secondo disponibilità di bilancio. Gli unici soldi potenzialmente esistenti per il ponte sono dunque in questo momento di provenienza esclusivamente pubblica: stanziati dal Governo, ma non resi disponibili dal Tesoro, che ha assunto un impegno futuro, imprecisato nei tempi e vincolato alle effettive disponibilità del bilancio pubblico. In altre parole, al momento, in termini reali, non ci sono fondi né privati né pubblici.
    2° – Le centinaia di famiglie residenti nella zona della eventuale apertura dei cantieri, non hanno ancora ricevuto alcun avviso di esproprio (non mi pare che si tratti di procedure celeri! Si dovrà avere il tempo di trovare altro alloggio in cui risiedere “previo pagamento dell’indennizzo”?!);
    3° – L’arroganza del Presidente del Consiglio e del ministro Matteoli è impressionante: ribadire l’avvio di un’opera del genere nel momento in cui Messina necessita davvero di tante altre cose molto più urgenti significa aggiungere un pesante onere ad una città già “martoriata”, e non solo dall’alluvione;e non mi si dica che il Ponte può far da traino alle altre opere, ciò significa offendere l’intelligenza dei cittadini!
    4° – Non si capisce perché è stata posta sotto silenzio la posizione del più importante tra gli ingegneri estensori del progetto (ing. Calzona), che ne propone uno completamente diverso e, a suo dire, più ed economico e di più agevole attuazione, scrivendo un libro in proposito.
    Si tratta di un grosso volume che, al di là degli aspetti tecnici non del tutto comprensibili per i non addetti ai lavori, è certamente degno di considerazione.
    Non capisco perché i politici, ma soprattutto gli organi di stampa, trascurano di considerare questo problema secondo me affatto marginale.
    L’ingegner Calzona, aveva fatto parte degli estensori del progetto preliminare approvato dal CIPE e dal quale si dovrebbe partire per l’attuazione definitiva del manufatto stabile. Adesso sostiene l’esistenza di una faglia nella zona in cui dovrebbe sorgere il pilastro principale dell’opera!
    Ora, delle due l’una: o mentiva prima, per motivi che non so immaginare, o mente adesso e allora vuole speculare su un futuro progetto di sempre più dubbia fattibilità!
    In ogni caso il tema, merita di essere approfondito e diffuso in ogni suo aspetto da tutti gli organi di stampa, magari con un input da parte dei politici di buon senso.

    INOLTRE:

    Il Centro Studi per l’Area dello Stretto di Messina “Fortunata Pellizzeri” interviene sulle affermazioni del
    Presidente del Consiglio in merito ad una presunta prossima apertura (tra dicembre e gennaio) dei “cantieri
    del ponte”. Per il ponte sullo Stretto di Messina non esiste allo stato neppure il progetto, se non nella sua
    versione preliminare. Non può dunque aprirsi nessun “cantiere del ponte”.
    Ciò che potrà iniziare tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo sono i lavori per la cosiddetta “variante
    Cannitello”: un’opera di interramento del tracciato ferroviario calabrese in prossimità di Villa S. Giovanni il
    cui progetto è stato approvato dal CIPE nel marzo del 2006 (Governo Berlusconi), dissociandolo
    esplicitamente (per indirizzo dello stesso Ministero delle Infrastrutture) dal progetto del ponte. La “variante
    Cannitello” costituisce esclusivamente la prima fase di un più ampio progetto di miglioramento ambientale
    per la costa calabrese, rientrando nel disegno di interramento del tracciato ferroviario definito “Variante
    finale alla linea storica in località Cannitello”
    Leggiamo infatti nella delibera di approvazione: 1) che “la Regione Calabria, con nota consegnata nella
    seduta del 22 marzo 2006, si è espressa favorevolmente in merito alla realizzazione della “variante di
    Cannitello” subordinatamente alla condizione che l’opera non sia condizione essenziale alla realizzazione
    del Ponte sullo Stretto di Messina ma serva soltanto a migliorare ed implementare il sistema della rete
    ferroviaria regionale”; 2) che lo stesso Ministero delle Infrastrutture presenta il progetto “come intervento
    finalizzato a migliorare ed implementare il sistema della rete ferroviaria regionale e sottolineando che la
    variante rappresenta la 1^ fase delle opere atte a consentire la continuità dell’esercizio ferroviario
    durante la costruzione della galleria che libererà la parte più cospicua del fronte mare”.
    In altri termini, Regione Calabria e Governo Berlusconi dichiarano ufficialmente nel 2006 che, sebbene
    originariamente funzionale al ponte, la “variante Cannitello” viene approvata solo in quanto propedeutica
    alla liberazione di un tratto di costa, per il miglioramento della qualità ambientale del territorio. L’iniziativa
    è “traghettata” dal CIPE ad un progetto di recupero del fronte-mare ed esplicitamente dissociata dal
    progetto per il ponte. L’intervento viene finanziato con un apposito contributo annuo, ricorrente per 15
    anni, di 1,699 milioni di Euro, consentendo così al soggetto proponente (RFI) di trovare sul mercato del
    credito la finanza necessaria. Il finanziamento, dunque, è anch’esso disgiunto dal ponte.
    Il cantiere che aprirà sarà dunque un “cantiere di RFI” la cui approvazione ed il cui finanziamento non
    hanno nulla a che vedere col ponte. Se così non fosse, peraltro, ciò implicherebbe un de-finanziamento per
    il ponte ed uno “storno” di fondi da parte del Governo, visto che il finanziamento complessivo di 6,3
    miliardi di Euro è stato sempre indicato come relativo alle opere previste nel progetto preliminare (da cui la
    “variante Cannitello” è esclusa).
    Plaudiamo al Governo per la ri-destinazione dei fondi del ponte per opere di miglioramento della qualità
    ambientale, di difesa del territorio, di contenimento dei rischi idrogeologici e di salvaguardia della sicurezza
    e protezione della vita delle popolazioni residenti nei Comuni dell’area dello Stretto di Messina. Ma
    stigmatizziamo la propaganda connessa agli annunci sulla presunta apertura dei “cantieri del ponte”. Si
    tratta solo di “fumo negli occhi” con intenti confondenti per l’opinione pubblica.
    MESSINA ,15 Ottobre 2009
    Centro Studi per l’Area dello Stretto “Fortunata Pellizzeri”

  10. @ M4steros:
    appunto, nel Paese c’è più mafia di quanto credi purtroppo anche tra i politici ce n’è molta.

    @ carlimoretti:
    no, io se fossi siciliana come dice Ste91, mi preoccuperei e anche molto..sarei proprio arrabbiata nera con il Premier. Penso che prima deve trovare una casa per le persone vittime dello stralipamento del fiume e POI si può pensare a come mettere in moto l’economia del Sud ma credo proprio che esistano tanti altri metodi per rilanciare il Sud. Perchè, se ci pensate, una volta finito il ponte tutti gli operai dove vanno a finire? Sempre nella situazione di prima. Piuttosto è meglio trovare un lavoro stabile che lavorare al ponte e rischiare di perdere il posto dopo che tutti i lavori sono terminati.

    1. Mi dispiace ma questa obiezione non è del tutto corretta. Il sistema economico potrebbe creare infatti situazioni di crescita virtuose. Se più persone lavorano potranno aumentare i loro consumi e di conseguenza la produzione di molte altre imprese aumenterà. L’effetto sarà quindi quello di aumentare l’occupazione anche in altri settori che assumeranno nuovi lavoratori. Non credo quindi, da questo punto di vista, che sia meglio non fare nulla in previsione del lavoro che finirà. Probabilmente molti di voi, subito dopo la scuola, non avranno un lavoro fisso per molto tempo ma solo contratti a termine: sarebbe forse meglio non lavorare per niente?
      Diverso è il problema delle risorse e se queste siano veramente disponibili, soprattutto in un momento come questo.

  11. @ carlimoretti:
    si, ha ragione ma dico che in fondo sarebbe meglio rendere i contratti a termine contratti fissi trovando ai cittadini siciliani disoccupati posti di lavoro sicuri. Non credo che con la costruzione di un ponte si possa rilanciare completamente un’economia..ci sono piani ben più corretti per rilanciare l’ecomonia, a mio parere.

  12. A mio parere, passando oltre a probabilmente inconsistenti promesse del premier utilizzate solo per avere consensi, l’opera di questa discussione dovrebbe portare alcuni vantaggi, sempre sotto aspetto teorico si intende.
    1-Come già spiegato dalla prof. Carlimoretti servirebbe allo sviluppo di aziende e all’assunzione di persone facendo teoricamente ripartire l’economia con l’aumento di consumi grazie al denaro immesso nell’economia da questa opera, cosa che non succederebbe con semplici operazioni di riammodernamento o costruzione ordinaria di abitazioni e infrastrutture nel sud Italia pur essendocene bisogno, perchè vi sarebbe un peso burocratico legato ad una miriade di progetti per ogni singolo paese, città, provincia che dovrebbero essere presentati con i conseguenti accertamenti legati a eventuali obbiezzioni oppure legati a semplice routine la maggior parte dei progetti non andrebbe a buon fine prima di 5/10 anni e intanto l’economia non si riavvierebbe mai. Per rispondere Ste91 sempre per mia opinione non ci sono altri piani seri per risollevare l’economia del meridione in modo così sostanziale e drastico come promette di fare questo progetto.
    2-Come detto prima da martifus su questo ponte passerebbero 18000 automobili e 200 treni che inquinerebbero sì molto di più di qualsiasi traghetto ma che svilupperebbero sbocchi commerciali tra aziende siciliane e aziende in tutta italia prima bloccate dal prezzo proibitivo o poco conveniente del trasporto marittimo(cause molteplici).
    3-Per rispondere ad anco sottolinerei il fatto il quale oltre a produrre posti di lavoro per alcuni anni cosa non da trascurare per chi deve mandare avanti una famiglia, ci sono i posti di lavoro legati alla ripresa economica con lo sviluppo di aziende e grazie al maggiore scambio di merci tra la sicilia e il resto di Italia secondo me,

    1. Innanzitutto benvenuto, o mio compagno di discussioni, anche su questo blog 😀 Poveretti i lettori che dovranno sorbirsi le nostre dispute xD

      Riguardo al punto 2 ritengo che il non dare troppa importanza all’aspetto ambientale per un progetto del genere sia abbastanza irresponsabile data la situazione globale in cui già viviamo.

      Riguardo al punto 3 ti rispondo che a parer mio non si aumenteranno di molto i posti di lavoro, dato che comunque le aziende di costruzione che potranno dar vita al progetto, hanno già i loro operai e non penso che ne assumeranno molti di più solo per quest’opera. (e comunque saranno contratti a tempo determinato). Ripeto: perderanno il posto di lavoro tutti i traghettatori, che penso che non siano affatto pochi.
      Lo scambio di merci con la penisola, probabilmente, come dici te, potrebbe essere favorito.

      1. Mio caro compagno di discussioni, non è che non ho dato importanza all’aspetto ambientale anzi so benissimo che oggi più che mai questo problema è attuale ma visto che l’aveva già fatto notare un altro commento mi sembrava superfluo sottolineare nuovamente questo aspetto nella sua interezza, ho preferito soloa ccennarlo.
        Per la tua obbiezione al mio punto 3 replico col fatto che nel caso della costruzione del ponte le aziende al momento non sarebbero ingrado di sopportare una mole così pesante di lavoro e di conseguenza secondo il mio modesto parere ci sarà bisogno di molta più manodopera di quella già presente e in più è meglio un contratto a tempo determinato che nessun lavoro.
        Per i traghettatori fanno parte di compagnie più ampie che hanno la possibilità di modificare le eventuali rotte di trasporto in altri posti nel caso che non ci siano altre rotte dove spostare uomini e traghetti il governo dovrà pensare a come e dove spostare forze e mezzi.
        P.S. Prof stia attenta alle sue affermazioni perchè non so se si ricorda quando eravamo in classe ma io e anco siamo capaci di riempirle il blog:D:D

      2. Come ho detto tante volte il blog è a vostra disposizione, lo fate voi con i vostri interventi 😀

      3. A volte parli come se fossi certo delle informazioni che hai come se tu vivessi lì 😛

        E dove sposterebbero le rotte di trasporto queste “compagnie” di cui hai parlato tu? Sicilia – Sardegna? :S
        Penso che la maggior parte dei traghettatori (almeno quelli per il trasporto civile) siano imprenditori a capo di un’azienda individuale. (tipo taxi, però ovviamente non vivendo lì la mia è solo un’ipotesi).

      4. Credo ci siano molte compagnie private ma forse ci sarà anche una linea pubblica. Dovete valutare non solo che i lavori aumentino o diminuiscano, ma anche l’eventualità che dietro a certe imprese ci possa essere la mafia, capace come al solito di infiltrarsi nelle maglie dell’economia per ottenere lauti guadagni. Credo che la costruzione del ponte sarà un affare che non lascerà scappare tanto facilmente. Certo, le istituzioni dovrebbero vigilare attentamente su dove vanno a finire i soldi dello Stato, ma non dobbiamo dimenticare che che la mafia è una piovra dai tentacoli lunghi e insidiosi.

      5. Ma in realtà io vivo lì:D
        Rispetto al tuo discorso bisogna fare un appunto come possono essere degli imprenditori a capo di un’azienda individuale???Sai quanto sono grandi le navi da trasporto di macchine e automezzi e soprattutto sai quanto costano??E’improbabile che il trasporto di macchine sia fatto da imprenditori di aziende individuali ma bensì a aziende più grandi, nel caso che tu invece parli dei traghetti solo per passeggeri come i taxi non credo che ce ne siano tanti perchè nel caso della traversata le persone secondo me salgono sui traghetti delle macchine che possiedono una capacità di carico maggiore con un costo inferiore.(Tutto quello che dico è sempre su mio pensiero ovviamente)

  13. Prof purtroppo la mafia ai giorni nostri non è più una variabile ma bensì una costante quindi nel caso che non si nomini è perchè si sottintende…e questo è veramente triste!

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