c’è furto e furto?

20 dicembre 2009

Diego commentando un articolo propone una riflessione interessante. Si chiede se un furto può essere giustificato dalle condizioni personali del ladro e se condannare una persona per il suo comportamento possa a volte portare a conseguenze ingiuste o eccessive.

Mi ricordo che alle medie parlammo molto con la prof di religione sul comandamento “Non rubare”.

Un uomo che vediamo che ruba lo chiamiamo ladro (senza essere volgari) perché ormai l’abitudine e la legge ce lo dice.

Ma non pensiamo al perché veramente quel uomo rubi.

Ricordo benissimo, perché ci rimasi male, l’illecito che commise un uomo africano di meno di 30 anni.

Egli rubò un pollo e una bottiglia d’acqua in un Conad, fu fermato e arrestato.

Ora…E’ sbagliato SEMPRE rubare ma pensiamoci bene.

Se i racconti erano veri, quell’uomo non aveva soldi e pur di sfamare la sua famiglia, si vede costretto, forse anche dalla disperazione, a rubare, non di certo gioielli, per una azione buona.

Forse mi sto spiegando male, ma a mio giudizio, sarebbe stato meglio non arrestarlo, ma bensì dargli un lavoro lì al Conad, non so, come magazziniere, per guadagnare qualcosa. Un uomo che rapina una banca, ma che è già ricco, non ha scusanti, come invece lui può avere.

Essere “Marchiato” subito come “Ladro”, rende le persone parecchio ignoranti, di fronte a situazioni che il mondo di tutti i giorni ci mostra, un pover uomo che cerca solo di vivere come tutti gli altri, stanco di veder soffrire lui e la sua moglie,suo figlio…

Forse ho detto delle diavolerie, ma io la penso così.

Voi come la pensate?