Pubblicato in: scuola

c’è furto e furto?

Diego commentando un articolo propone una riflessione interessante. Si chiede se un furto può essere giustificato dalle condizioni personali del ladro e se condannare una persona per il suo comportamento possa a volte portare a conseguenze ingiuste o eccessive.

Mi ricordo che alle medie parlammo molto con la prof di religione sul comandamento “Non rubare”.

Un uomo che vediamo che ruba lo chiamiamo ladro (senza essere volgari) perché ormai l’abitudine e la legge ce lo dice.

Ma non pensiamo al perché veramente quel uomo rubi.

Ricordo benissimo, perché ci rimasi male, l’illecito che commise un uomo africano di meno di 30 anni.

Egli rubò un pollo e una bottiglia d’acqua in un Conad, fu fermato e arrestato.

Ora…E’ sbagliato SEMPRE rubare ma pensiamoci bene.

Se i racconti erano veri, quell’uomo non aveva soldi e pur di sfamare la sua famiglia, si vede costretto, forse anche dalla disperazione, a rubare, non di certo gioielli, per una azione buona.

Forse mi sto spiegando male, ma a mio giudizio, sarebbe stato meglio non arrestarlo, ma bensì dargli un lavoro lì al Conad, non so, come magazziniere, per guadagnare qualcosa. Un uomo che rapina una banca, ma che è già ricco, non ha scusanti, come invece lui può avere.

Essere “Marchiato” subito come “Ladro”, rende le persone parecchio ignoranti, di fronte a situazioni che il mondo di tutti i giorni ci mostra, un pover uomo che cerca solo di vivere come tutti gli altri, stanco di veder soffrire lui e la sua moglie,suo figlio…

Forse ho detto delle diavolerie, ma io la penso così.

Voi come la pensate?

20 pensieri riguardo “c’è furto e furto?

  1. Io non penso che hai detto delle diavolerie, anzi, hai detto la pura e semplice verità.
    Al giorno d’oggi, non si aiuta più quello debole o quello che non arriva alla fine del mese, ma pensiamo solo:”bè tanto tocca a lui, a me cosa me ne frega” e con questa teoria non ci mettiamo mai nei panni degli altri e facciamo noi da vittime se ci rubano qualcosa.
    Però a me viene anche da fare una domanda, se queste pensone rubano, non arrivano a fine mese, e lo stato dice che non ha soldi perchè aiuta i più deboli, qualcosa non quadra. La mia domanda è:
    “dov’è lo stato in questi casi?”

  2. Buona domenica intanto prof.
    Il pensiero può avere dei pro e dei contro come ogni cosa. Se pensiamo che solamente in Italia le persone povere sono veramente tante assisteremmo in continuazione a furti nei supermercati, bar, locali, ecc. Capisco che mangiare sia indispensabile ma non credo che rubare in un negozio sia la soluzione migliore. Al massimo è lo Stato che deve pensare a sfamare le persone in difficoltà altrimenti arriveremmo ad una situazione simile in Argentina che la popolazione sfondava le vetrine perchè non poteva permettersi nulla. Inoltre quale sarebbe la soglia di povertà per poter fare questi atti? Perchè altrimenti inizierebero a rubare tutti no? Poi si inizerà a vedere il proprietario munito di armi, sembra un film di fantascienza ma vedere sottrarsi pietanze dal proprio negozio penso non sia piacevole e dopo salterebbe fuori lo scandalo uccisioni e lì quale sarebbe il colpevole? Inizierebbe uno scompiglio difficilmente sostenibile. Poi chissà se la situazione andrà avanti in questa maniera, con sempre più disoccupati probabile che inizino a verificarsi furti del genere.

  3. Io sono pienamente d’accordo con Diego, perchè certe volte questi gesti disperati sono accompagnati da una motivazione che non sappiamo e che le persone non vogliono neanche sapere perchè per loro una persona che ruba è un ladro punto e basta. Invece per me, come ho già detto, penso che questo non sia giusto e che le persone poco fortunate andrebbere aiutate di più, magari dandogli proprio un lavoro.

  4. @ Alberto B

    In America,un uomo come quello di cui ho narrato, entrò in un bar con un coltellino, per rubare da mangiare e soldi. (Era l’unico lì dentro, a parte il proprietario dietro il balcone).
    Il proprietario,fece finta di arrendersi, prendendo i soldi, ma all’improvviso tira fuori un fucile.
    Il “Ladro” lo prega di non ucciderlo, perché ha una famiglia che non riesce a sfamare. (Già secondo caso).
    Il santo proprietario risparmiò il pover uomo, dandogli 40 dollari, senza denunciarlo.

    Saremo mai come quest’uomo? O saremo accecati dalla sua voglia di rubare?

    Il fatto che non se ne parli nel tg e\o nei giornali non ne priva la presenza.
    Se si scrivessero tutti i tentati furti avremmo giornali da 400-500 pagine ogni giorno, telegiornali da 3-4 ore…

  5. Pensa se ogni giorno quel proprietario è costretto a sborsare 40 dollari ad ogni povero che entra…avverrebbe l’effetto contrario il povero diventerebbe lui 🙂 E’ un esempio che in sè è molto bello ma che non può essere attuato in continuazione 😉 E soprattutto ritorno a dire con quale mezzo potremmo sapere se veramente quella persona è povera? Mi dimostra un foglio dove esplicita lo stipendio nullo? Mi sembra assai complicata l’idea.

  6. In linea di massima sono d’accordo con Diego. Certo che se fossimo noi le persone derubate non saremmo contenti, e saremmo meno propensi a distinguere fra Furto e Furto. Ma se pensiamo a mente libera ci rendiamo conto che una differenza esiste. Così come ci sono differenze fra Omicidio e Omicidio. Mettere tutto nello stesso calderone vorrebbe dire non avere la sensibilità giusta da chiedersi il Motivo di tale azione. E dato che ci consideriamo animali intelligenti, questa distinzione va invece fatta.
    Credo quindi che una persona che ruba generi alimentari o comunque cose di prima necessità debba far scattare un campanello di allarme nella mente delle persone..che magari successivamente può tradursi nel cercare di aiutare quella persona dandole un lavoro o insegnandole come sopravvivere senza rubare..
    In effetti è un discorso un po’ utopistico della serie: siamo tutti buoni e gentili con chi ruba, perchè non è colpa loro. Infondo però…un minimo di senso a questo discorso c’è. Io la soluzione non la so. Immagino che sia problematico dare lavoro a una persona che ruba, rispetto a una che si è sempre comportata bene ed è comunque disoccupata.
    Il vero problema, forse, è questo. Cosa bisogna fare?

  7. sinceramente non so che dire,perchè se mi trovassi nella sua situazione non saprei davvero che fare.Però è anche vero,come gia detto da qualcun’altro,che se tutte le persone che si trovano nella sua situazione facessero così ci sarebbero troppi furti.Quindi penso che questa non sia la soluzione giusta,però è anche vero che una soluzione va trovata.E qui dovrebbe entrare in ballo lo stato.

  8. neppure x me diego hai detto delle diavolerie anzi è tutto verissimo…è mooooolto più semplice giudicare 1 persona dal gesto invece di conoscerla…ma nn è il modo giusto rubare anche se dietro ad ogni nostro comportamento c’è 1 bisogno che ci spinge fare cose giuste o anche cose sbagliate ma a volte si agisce senza pensare…secondo me hai proprio ragione 1 lavoro era quello che serviva a quest’uomo se volevamo farlo vivere in pace e nn in piena povertà ma lui secondo me ha sbagliato a rubare…però secondo me hai proprio ragione…!!!!!

  9. Si è vero anche questo,ma mi sto facendo una idea che nessuno di umano può risolvere ciò,quindi escluderei lo stato,che farebbe leggi e\o riforme strane,che renderebbero ancora più complicate queste situazioni.
    I furti sarebbero tanti,si è vero.
    Forse la mia riflessione è un paradosso,che solo il tempo può spiegare…

  10. Ok Anche tu Missnaky hai fatto un gran giro di parole ma la domanda che continuo a fare non ottiene risposta, con quale criteri cataloghi la persona povera e quindi possibilitata ad un furto?
    Ci sono persone che non rubano ma che vivono in situazioni abbastanza tragiche con lavori precari ecc. anche loro si possono permettere di rubare? Arriveremmo ad una situazione che sia i veramente poveri e i circa poveri rubano e quelli che stanno bene che ogni tanto si permettono il gesto tanto possono dire di esser poveri. E’ un discorso ripeto immaginario fino a che, come ripeto, la maggior parte della popolazione non sarà in stato di degrado assoluto.

  11. Ma io ho anche detto che non so la risposta.
    Se la sapessimo, il problema non si porrebbe. Un lavoro precario è comuqnue un lavoro, e permette di comprarsi un panino da mangiare. Quando uno non ha nemmeno i soldi per le cose principali, e rischia di morire di fame o di non avere un tetto sopra la testa, quelli sono i poveri di cui io parlo. Con questo non sto giustificando. Sto dicendo che possiamo farci un’idea del perchè compiano il gesto di rubare, e perchè invece noi non possiamo farlo. Non perchè loro sono migliori e se lo possono permettere. Ma perchè in un certo senso ,non hanno altra soluzione.
    Sta a chi di dovere insegnare a guadagnarsi il cibo e provvedere a dare un lavoro o un’attività che permetta la sopravvivenza.
    E guarda che, molte delle domande di questo blog spesso non hanno una risposta precisa. Per questo stiamo ragionando assieme^^

  12. Esatto, non c’è la risposta. Perché le sfumature della vita purtroppo non ci permettono di scoprire il finale. Le discussioni di questo blog ci aiutano a riflettere, ad ascoltare le ragioni degli altri, a confrontarci, mettendo in discussione le nostre certezze. Ognuno qui è libero di esprimere apertamente il proprio pensiero imparando a rispettare la libertà di pensiero degli altri.
    Grande esercizio di democrazia, non vi pare ?

  13. Esercizio da 10 direi ^^.

    Forse noi che ci abbiamo pensato,abbiamo un passo in più se mai ci ritroveremo in questa situazione. (Facciamo segni di scongiura,niente sfortuna per nessuno).
    Forse oggi giorno c’è gente che rappresenta la ricchezza e la povertà,in un modo diverso,come la televisione e\o internet e\o ancora i giornali.
    Ne approfitto per fare una domanda,in caso non fosse ipertinente,la prof la cancellerà prima che sia visibile: non voglio bestemmiare né diffamare nessuno, ma…
    E’ possibile che un Papa pieno di anelli d’oro e “Sedie” ricamate possa parlare e trasmettere la parola di Gesù, segno assoluto di povertà e amore?

  14. Tu hai mai visto un’autorià di qualunque genere che si presenta con uno straccio? Secondo me questo pensiero è totalmente superficiale. Prima la Chiesa era un problema e hanno portato il centro nel Vaticano, poi non andava ancora bene allora hanno dichiarato lo Stato laico, ora non va ancora bene perchè ha troppi soldi, poi non va bene perchè a volte si intromette in affari politici, poi non va bene perchè vorrebbe mantenere alcune tradizioni religiose poi non andrà bene perchè esiste?
    Il problema Chiesa è nato da quando i media ne hanno iniziato a parlare prima tu ci avevi mai pensato? Se non tu gli altri? Dubito. Ma soprattutto qual è il problema? Non sei mica costretto a credere come invece è obbligatorio in altre religioni:ti ricordo che se tu parlassi male in un altro Stato della tua religione come ora non so… e secondo me troppe persone ne approfittano..a parte questo faccio un esempio pratico: il problema crocifisso, poco tempo fa c’erano migliaia di persone che manifestavano contro di esso ora? Tutto d’un tratto è ritornato alla normalità? Bah.

  15. Volevo puntualizzare: certamente anche la Chiesa molte volte sbaglia e non appoggio alcune idee, su quello posso essere daccordo ma non fatti di ricchezza perchè ormai si sa che chi ha i soldi se li tiene..

  16. Io sono d’accordo con Alberto, secondo me alla fine non si troverà mai un punto in cui tutti saranno d’accordo su tutto, anche perchè che senso avrebbe essere in minoranza o maggioranza.
    Ma credo comunque che certa gente approfitti, di quelli meno agevolati di loro e il primato va ai politici che loro sembra che fanno tanto, ma poi alla fine, la società ha sempre delle cadute.
    Nel senso che nella società c’è sempre qualcosa di sbagliato e continuando così come si sta già verificando si formeranno i due gruppi: RICCHI e POVERI, vi sembra giusto?

    1. Il problema non è eliminare i ricchi e i poveri. Il problema è cercare di capire le ragioni delle persone senza giudicarle in modo sommario e superficiale. Il problema è cercare di mettersi nei panni degli altri e capire che a volte la disperazione ti può portare a fare gesti sicuramente sbagliati ma che richiederebbero più sensibilità da parte di tutti. I politici questa volta c’entrano fino ad un certo punto.

  17. Credo che Diego abbia fatto una riflessione più che giusta, anche l’art.3 della Costituzione dice che l’uguaglianza è realizzata se si trattano in modo uguale le persone obiettivamente uguali e in modo diverso le persone diverse, dove la diversità è evidente. Penso che spesso si mettono in galera persone come questo africano di 30 anni che ha rubato un pollo, no, dico UN POLLO. Mica dell’oro o dei soldi. Come parità di prezzo credo che un pollo e una bottiglia d’acqua costi in tutto 5 euro se non meno. Certo, il furto è sempre da condannare ma è meglio che la giustizia si rimbocchi le maniche per dare condanne più sostanziali a quelle persone che stuprano e picchiano le donne;non possono condannare un ragazzo che ruba un pollo!
    Diego dice che gli devono dare un posto di lavoro al Conad. Per me è sbagliato perchè così tutti i disoccupati dicono: allora noi andiamo a rubare così ci troviamo un posto di lavoro al Conad, come in questo caso.
    Spero che al ragazzo non gli abbiano dato una condanna severa, sennò sarebbe veramente ridicolo.

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