i giovani nel vortice dei cambiamenti

Dall’indagine Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti”, presentata oggi alla Camera dei Deputati, emerge che quasi la metà dei giovani italiani è razzista e solo il 40 per cento si dichiara “aperto” alle novità e alle nuove etnie presenti nel nostro Paese.

  • Il 15,3% del totale degli interpellati manifesta la sua intolleranza soprattutto verso romeni, albanesi e rom.
  • Il 10,7 % dei giovani intervistati rifiuta e manifesta fastidio per tutti, tranne europei e italiani.
  • Il 20 % non esprime forme di odio violente, quel che conta è che le altre etnie se ne stiano lontane, possibilmente fuori dall’Italia.
  • Il 14,5 % sono giovani che non sono del tutto proiettati verso la chiusura ma vivono un sentimento di fastidio verso ciò che li allontana dalla loro identità.

Attraverso l’indagine è stato chiesto ai giovani di rispondere come si sarebbero comportati in determinate situazioni.

  • Scegliere con chi andare a cena. I giovani, tra le opzioni, scelgono in maggioranza le persone disagiate economicamente ma giudicano “accettabile” una cena con un ebreo, un omosessuale o con un extra-comunitario. Accettano, ma con freddezza un musulmano mentre rifiutano l’idea di una cena con un tossicodipendente o un rom.
  • Il vicino di casa. Vanno bene omosessuali, ebrei e poveri. Non sono accettati tossicodipendenti e rom.
  • Se un figlio si fidanza. I giovani italiani riterrebbero accettabile avere un figlio/a che ha un compagna/o di religione ebraica, ma anche qualcuno con evidenti disagi economici. Scarso entusiasmo se la coppia si formasse con un o una extra-comunitaria o con una persona musulmana. Più difficile convivere con l’omosessualità di un figlio. L’incubo peggiore? Che uno dei propri figli faccia coppia con un tossicodipendente o un rom.

E voi da che parte state? Come vi sentite nei confronti degli stranieri? Come vi comportereste nelle situazioni proposte?

7 Responses to i giovani nel vortice dei cambiamenti

  1. pantar3i ha detto:

    Chi ha dato le risposte seguenti evidentemente ha come stereotipo di extracomunitari solo persone violente,che non rispettano la legge, ladri,delinquenti eccetera eccetera.Il discorso è sempre il solito,l’Italia non è un paese pronto al cambiamento,all’integrazione di questi gruppi extracomunitari;l’ignoranza giovanile (e non solo) impedisce tale inglobamento alla luce dei fatti di cronaca attuale.Certo dal canto loro anche questa grande varietà di immigrati ci mette del suo per non farsi accettare. I giovani di oggi inneggiano a Benito Mussolini,alla discriminazione raziale,al razzismo come forma di disagio e volontà di ricacciare gli “invasori” nel proprio paese.Di fronte ad una situazione del genere e difficile poter parlare di uno stato libero ed egalitario.L’Italia non lo è.

  2. silvim94 ha detto:

    questo tema viene spesso fuori. E io non credo che sia colpa dei giovani che pensano queste cose, ma la società in cui vivono li portano ad avere una certa mentalità.

  3. Fabiola.L ha detto:

    I ragazzi di oggi seguono tutti gli altri, se uno dice ke è razzista lo sono anche gli altri semplicemente per continuare a essere ben visti dagli amici. Io personalmente mi posso giudicare una ragazza aperta ai cambiamenti. Ho tantissimi amici stranieri, anzi la maggior parte lo sono, e devo ammettere che quasi tutti sono molto molto meglio degli italiani. La gente parte subito dai pregiudizi, tutti partono dall’idea che gli extracomunitari non sono affidabili e sono pericolosi quando invece ci sono alcuni italiani che sono peggio dei stranieri. E sinceramente bisogna accettare tutti perchè non potrai mai sapere di chi in un futuro tu possa aver bisogno e poi se uno rimane sempre con le stesse persone rimarrà sempre uguale, invece mescolarsi un pò con tutte le altre culture ti fa conoscere tantissime cose che sicuramente non ti saresti nemmeno immaginato.

  4. Matteo Sintoni ha detto:

    Secondo me chi ha dato queste risposte ha in mente che tutti quelli che non provengono dall’Italia (musulmani, extracomunitari…) siano dei criminali, ma non é vero: ci sono stranieri che hanno lavoro,famiglia… e vivono in Italia seguendo le regole, mentre (purtroppo) ci sono alcuni stranieri che vengono qui con l’idea che si pùo fare di tutto.
    Per tornare alle domande, in quei tre casi io farei così:
    1)per andare a cena sceglierei chiunque ma non i tossicodipedenti.
    2)come vicino di casa mi andrebbe bene chiunque, purchè sia educato nei confronti del vicinato.
    3)se fossi un genitore non farei mai uscire mio/a figlio/a con solo i tossicodipendenti, perchè avrei paura che gli potrebbe dare o regalare droga.

  5. martifus ha detto:

    Penso che tutto questo razzismo tra i giovani sia dovuto al fatto che NESSUNO fa niente per respingere gli stranieri che fanno qualcosa di sbagliato.
    GLi stranieri che rubano,ammazzano delle persone dovrebbero essere rimandati ai loro paesi togliendogli la possibilità di tornare in Italia ma non è così anzi,gli viene pure scontata la pena con l’indulto.
    Molti stranieri vengono nel nostro paese perchè in Romania( per esempio ) appena compiono un furto vengono messi in galera per un certo tempo variabile senza nessun tipo di sconto di pena.
    Credo che l’Italia dovrebbe adottare lo stesso metodo dell’Australia. In Australia gli stranieri ci entrano solo e dico SOLO se hanno un lavoro CERTO e, per assicurarsi di questo, si fanno dire il posto di lavoro dove la persona andrà a lavorare e chiamano lì per averene la certezza. Il governo australiano ha tutti i dati degli stranieri e il primo che fa qualcosa di sbagliato lo cercano e lo rimandano al suo paese.
    Il problema è anche un altro perchè se in Italia si hanno dei comportamenti che denotano un minimo razzismo allora arrivano il Papa, si inizia a parlare dei diritti dell’uomo, si dice che l’Italia è razzista come è sucesso quando sono stati respinti indietro i barconi di immigrati.
    Insomma,non si può esprimere la propria idea che si solleva un caso mondiale.

  6. Alberto B. ha detto:

    Sono daccordo con Martifus. L’Italia ha subito un’immigrazione troppo accentuata che non è stata e tutt’ora non è capace di gestire. Sono convinto anche io che tra tutti quelli che arrivano ce ne sia una parte che si impegna a lavorare, studiare ecc. conducendo una vita normale, ma c’è da dire che la restante ovvero la maggior parte è portata a delinquere, riporto un dato di un paio di mesi fa riguardanti le carceri:(su 65 mila, 24 mila sono stranieri (37%) ora siamo circa al 40%;
    Molti dicono: è solamente superficialità data dai media…vero potrebbe essere che vengano trasmesse solo questioni riguardanti gli stranieri ma se si viaggia in ogni singola città si può notare questo scompiglio. Questo accade perchè c’è troppo buonismo mentre ci vorrebbe più serietà nel fare rispettare le leggi da parte delle autorità. Non si chiede chissà che ma la sicurezza mi sembra basilare ed è proprio per questo che molti giovani arrivano a tale conclusione, anche se certe parole vengono a parer mio usate in maniera eccessivo (nessuno è razzista). Inoltre il metodo adoperato in Australia è anche usato in Svizzera, appena si commette un reato molto spesso non si può più restare nel Paese.
    In conclusione: non si vuole fare un ripulisti totale ma almeno che le strade siano tranquille perchè mi sembra eccessivo arrivare ad episodi come Rosarno e Milano (2 esempi conosciuti da tutti), quindi almeno chi davvero commette reati sia rispedito nella terra d’origine.

  7. Adriana ha detto:

    Ma come fa una persona a sapere che in un paese straniero avrà già un posto di lavoro certo, con tanto di indirizzo e connotati postali?
    Spesso quando uno emigra, non sa ancora dove lavorerà. Nonostante ciò, sono molto, molto d’accordo sul rispedire indietro chi delinque. Il problema è che non ci sono soldi nemmeno per rimandare la gente nel loro paese. E allora come si fa? Loro, se sono poveri, sicuramente non se lo possono pemettere. o.o
    Un sacco di problemi senza apparente soluzione. Eppure, siamo tutti d’accordo che il crimine deve essere punito. Perciò non si tratta sempre di razzismo, ma di amore per la propria sicurezza, che non è proprio una brutta cosa. La questione è una. Il messaggio che viene passato a chi delinque. Se si mostra buonismo, perdono, e sconti di pena è molto più facile che chi commette reati continui su questa strada.
    Ma sembra che alla fine le cose che diciamo siano sempre le stesse. Se le persone hanno paura e provano fastidio verso gli stranieri, qualcosa significa. Principalmente che c’è un forte disagio.

    Io sono tendenzialmente aperta e bendisposta verso stranieri, omosessuali, ecc. La mia tendenza positivista tende però a scomparire quando vedo che qualcuno ha cattive intenzioni. Di nuovo, non si chiama razzismo. Si chiama essere un po’ più diffidenti in una certa situazione, se in una precedente si sono fatte delle brutte esperienze. Se però la persona dimostra di essere una brava persona, assolutamente nessun problema.

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