17 pensieri riguardo “la scuola non piace

  1. per me i ragazzi italini sono molto viziati dai cellulari, computer, discoteche, fumo ecc……. perciò non riescono a finire la scuola e così escono a scopo di lavorare per avere i soldi per queste cose che forse i genitore non riescono a dargli. Poi anche quelli che hanno studiato per avere un diploma non trovano il lavoro per di quel diploma e così gli tocca accettare lo stesso lavoro che hanno quelli che non hanno nessun diploma. Così pensano che hanno speso i soldi x per i libri che non servivano a niente. In italia ci sono anche molte famiglie disgregate, perciò non hanno nessun controllo sul figlio. Questi secondo me sono i motivi principali.. 🙂 perchè le scuole italiane sono migliori mentre nel mondo ne esistono di peggiori =)

    1. Ciao Khaoula, ho dovuto correggere il tuo commento perché non era molto comprensibile. Spero di averlo “tradotto” nel modo giusto 😉
      Mi fa molto piacere sentire la tua opinione ma è importante che, prima di inviare, tu cerchi di rileggere e di verificare se è tutto chiaro.

  2. Beh secondo me questo non gradimento della scuola è dovuto al fatto che molti insegnanti non coinvolgono affatto i loro alunni, che quindi si annoiano! Anche perché, a differenza delle scuole straniere, la maggior parte delle scuole italiane nn organizzano laboratori o lezioni in laboratorio che sono più divertenti 🙂

    1. Questo mi sembra un argomento molto interessante. Ma in laboratorio gli studenti imparano o si divertono perché credono di non fare nulla? Mi sembra già di sentire: “Cosa avete fatto oggi in diritto?” “Niente, siamo andati in laboratorio”
      😦

  3. Professoressa secondo me la scuola non è che non piaccia agli alunni, credo che siano le persone che formino il sistema scolastico che non ci vanno a genio. Ora mi spiego meglio con un esempio concreto: un ragazzo adolescente si sveglia tutte le mattine col pensiero costante di andare a scuola e dover passare 60 minuti (se non 120) con un professore/ssa, con cui non si sente tranquillo e il solo pensiero di essere chiamato alla lavagna lo “terrorizza” .Credo questo sia il motivo principale, comunque se la può incoraggiare penso che anche solo il fatto di volere la nostra opinione (degli alunni) si un Gran Passo Avanti.

    1. Certo, la vostra opinione è molto importante. Noi lavoriamo con voi e per voi e quindi dobbiamo ascoltarvi. Certo è un equilibrio molto difficile. A volte dietro un insegnante molto esigente, che magari fa sudare lacrime e sangue, poi ci sono i ricordi migliori e anche molti successi professionali. Insomma, chi può dirlo?

  4. Innanzitutto, come ha detto Giulia, il fatto che qualche professore se lo chieda è un passo avanti. Poi, credo che non tutti i professori ci ascoltino e nemmeno gli interessi la nostra opinione. Credo inoltre che un insegnante esigente sia diverso da un insegnante troppo severo; un insegnante esigente può chiedere tanto, ma nel modo giusto. Poi, per quanto mi riguarda, gli insegnanti troppo severi non mi hanno mai insegnato niente, da tutti i punti di vista. Mi hanno messo soltanto in uno stato di tensione e paura, portandomi a concentrarmi su quella materia soltanto per non prendere un brutto voto e portandomi ad odiarla; non a studiarla perché volevo io studiarla. (Portandomi inoltre a studiare a memoria e non imparare niente)
    Credo che i professori debbano trasmettere la passione per la materia che insegnano ed insegnare agli alunni che non vanno a scuola soltanto per avere una bella media alla fine dell’anno, ma per IMPARARE qualcosa.
    Comunque arriviamo infine alla vera risposta della domanda 😀
    Come ha già detto Chiara ci sono poche ore di laboratori, per non dire quasi assenti, che potrebbero portare gli alunni fuori dai libri e alla pratica di quello che studiano. Poi ovviamente c’è modo e modo di fare laboratori. Noi per esempio non siamo abituati ad andarci e spesso tendiamo proprio a dividere il laboratorio dallo studiare sul libro, ma non perché vogliamo, ma proprio perché non l’abbiamo mai fatto e, siccome per i professori sarebbe scontato che i ragazzi sappiano farlo, tendono a chiederci cose che non sappiamo come fare. (almeno a me è capitato)
    Credo che il problema principale stia nel fatto che andare a scuola in Italia significa studiare sul libro qualcosa perché dobbiamo farlo e quando si fa qualcosa soltanto perché si deve fare, viene fatto bene poche volte e soprattutto non volentieri.
    Ps ovviamente ci sono anche i professori che sanno fare I VERI PROFESSORI che, anche se molti pochi, non vanno dimenticati 🙂

  5. La scuola beh è un luogo strano, vero a volte i prof. aiutano ecc. ma altre volte ti sopprimono. Ci sono settimane dove l’alunno è sommerso di verifiche ed interrogazioni poi ci chiedete perchè pecchiamo in qualche disciplina, ma sono sicuro che capite anche voi che un accumulo così eccessivo non è proficuo. Ci sono periodi di “relax” altri insostenibili. So che può non c’entrar niente ma molte volte la svogliatezza dei ragazzi è determinata anche da questo. Molti si impegnano a raggiungere il risultato finale ma tanti fan fatica a reggere questo sforzo, non sarebbe meglio venire in contro al ragazzo in questi casi? Sento molte volte dire: è vero non siete macchine, beh così facendo non andate controsenso?

    1. Ciao Alberto, è un piacere sentirti, ma non so se ho capito bene. Sei sicuro che sia un problema nostro (dei prof. intendo) questo dei periodi di forte impegno alternati ad altri di relax? Temo che quelli che chiami periodi di “relax” siano quelli durante i quali gli insegnanti spiegano gli argomenti da studiare e che voi invece trascurate, riducendovi a studiare tutto in una volta. Così hanno inizio le settimane infernali. Non vedo soluzione: fin che non cambierete modo di organizzarvi rimarrà così 😦

      1. No quello sarebbe proprio un problema nostro, intendo dire: ci sono settimane dove un parti da lunedì ed arrivi a sabato dove ogni giorno hai verifiche e se anche hai studiato precedentemente ripassare è d’obbligo e non sempre è facile, perchè può capitare di avere sia una verifica che interrogazioni. Sarebbe più semplice che tutto questo venisse distribuito in almeno due settimane, non è facile essere sotto pressioni ogni giorno e andar sotto con materie per questo motivo butta giù il morale. Uno si impegna tanto per cercar di fare il meglio ma a volte l’eccesso surclassa tutto.

      2. In effetti spesso gli insegnanti dovrebbero tener conto che non esiste solo la loro disciplina!

  6. A me sinceramente, tanto x dirne una, svegliarmi la mattina e pensa di dovere stare 5 ore su un banco mi viene voglia di tornare a dormire! Poi, x esperienza personale, andare in laboratorio è un esperienza ke appassiona i ragazzi ancora di più alla materia, non il contrario! 🙂 deve esserci pero impegno da parte degli alunni a non fare le pesti, e dei professori ad aiutarli durante la lezione e non, come alcuni prof che dicono che “tanto in laboratorio ci andremo una volta all’anno e basta” e quindi passano l ora in laboratorio a urlare e mettere note…

  7. perhè la scuola non piace? bella domanda. ci ho pensato molto e per questo ho deciso di pubblicare la mia risposta.Per lo studio c’è chi è più portato e chi meno, e secondo me è questo il problema. Alla maggior parte non piace la scuola perchè in passato ha provato a impegnarsi studiando più del solito ma questo non ha migliorato i loro voti, quindi si sono arresi subito. Di conseguenza non ricevendo soddisfazioni per forza la scuola diventa noiosa e non ti invoglia a fare meglio ma solo a tirare avanti. A mio parere la scuola non piace perchè noi studenti siamo sfaticoni e vorremo che tutto sia più semplice.

    1. Hai detto molte cose che condivido in pieno. Gli studenti si arrendono subito e vorrebbero tutto facile e subito. Ma allora dove sarebbe la soddisfazione?

  8. si ma anche che uno mette la buona volontà su tutto ecc. la colpa è sempre dei ragazzi mai degli insegnanti ,perchè anche che il ragazzo si impegna viene giudicato che non studia ma allora vogliamo ammettere o no che a volte sono gli insegnanti che non fanno bene il loro mestiere e che lo fanno solo per lo stipendio.

  9. E’ vero, Bruna, che la responsabilità è anche degli insegnanti. Ma questo spiegherebbe il rifiuto di una materia non dell’istituzione tutta, non trovi?

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