Pubblicato in: attualità

diritti umani: un simbolo

Sahar Gul è una ragazzina afghana di 15 anni che è stata picchiata e torturata dal marito perché non voleva prostituirsi. Le hanno dato scosse elettriche, strappato i capelli e le unghie, rotto le dita. L’hanno rinchiusa in uno scantinato.

E’ diventata il simbolo dei diritti umani.

 

5 pensieri riguardo “diritti umani: un simbolo

  1. E come ha reagito la giustizia nei suoi confronti ?? come l’hanno difesa tutti quelli che parlano dei diritti umani giustizia niente violenze bla bla…cioè la giustizia in poche parole esiste solo sulla carta ma non in pratica?!

  2. Non è esatto. L’indignazione di tutto il mondo ha provocato forti reazioni tanto che il presidente ha ordinato una commissione d’inchiesta e il ministro della Sanità è corso in ospedale per portare la sua solidarietà alla giovane. Il marito torturatore è ora ricercato e il resto della famiglia è agli arresti. Insomma la reazione c’è stata. Per fortuna.

    1. Io spero tanto che suo marito venga trovato e ucciso nello stesso modo orribile che stava per uccidere la ragazza!!!
      Il problema è quello che diceva Nuora: la giustizia è solo scritta, non reale; pur di non far diventare un caso mondiale quello di Sahra l’hanno rimandata a casa a subire le stesse torture di prima!!

  3. Non ci sono parole per descrivere quello che questa povera ragazza ha passato! Per fortuna che ci sono state delle reazioni, perché NESSUNO dovrebbe passare dei momenti cosi brutti.

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