un’italiana non italiana

9 marzo 2012

Volevo segnalarvi un interessante incontro che si terrà domenica alle 18 qui a Faenza nella piazza della Molinella.

Ci sarà Nima Sharmaha, una giovane donna, figlia di una coppia iraniana che vive a Firenze da quando aveva tre  mesi, che ha scritto un’interessante autobiografia dal titolo “Un’italiana non italiana”.

La ragazza racconterà tutto il “calvario” che ha dovuto affrontare al momento di richiedere i documenti per l’università, affrontando una lunga serie di difficoltà burocratiche che ha voluto raccontare in forma autobiografica: “Un’italiana non italiana”.

Come sapete c’è un largo movimento in Italia di persone che cercano di ottenere delle modifiche alla legge sulla cittadinanza. Molte richieste riguardano proprio i figli/figlie della seconda generazione dell’immigrazione, i ragazzi nati in Italia ma stranieri perché figli di genitori stranieri. Sono loro che sperimentano problemi e situazioni difficili, anche se diverse da quelle che hanno affrontato i loro genitori.

Secondo me è incontro importante per voi i ragazzi, in particolare per gli stranieri che possono riconoscere una parte del loro calvario nelle vicende biografiche della giovane scrittrice iraniana.

Vi aspettiamo.


le donne e le immagini che vogliamo

8 marzo 2012

Il corpo delle donne è un documentario che affronta in modo chiaro e crudo il tema dell’immagine delle donne. Secondo il documentario, le donne, soprattutto in televisione, vengono trattate in modo umiliante, costrette a mostrare ed esibire il loro corpo, ridotte a veline o vallette, escluse dai compiti che potrebbero valorizzarne le capacità e l’intelligenza.

In questa giornata di festa delle donne mi sembra un importante tema di discussione.

Il video chiude con delle domande rivolte alle donne: perché non reagiamo? perché accettiamo questa umiliazione continua? Di che cosa abbiamo paura?

E i ragazzi cosa ne pensano? Sono queste le donne che vogliono al loro fianco?

 

 

 


madri e lavoratrici si può?

1 marzo 2012

Ho corretto le vostre verifiche e sono rimasta piuttosto amareggiata nel constatare che non siete riusciti a rispondere alla domanda: “Quali interventi potrebbero agevolare le donne affinché si verifichi un’effettiva parità nel mondo del lavoro?”.

  • La risposta più frequente è che gli uomini devono aiutare le donne nel prendersi cura dei figli (che è già qualcosa lo ammetto).
  • Una ha detto che l’unico modo è non farli ( i figli).
  • Qualcuno suggerisce di superare i pregiudizi e permettere anche alle donne di fare i muratori O_O
  • Una propone di obbligare i datori di lavoro ad assumere 50% uomini e  50% donne (non male come soluzione, una sorta di “quote rosa” anche nel mondo del lavoro).
  • Solo due di voi hanno detto che sarebbe necessario “offrire più asili” (brava Arianna! bravissima Chiara!)

Le donne infatti faticano a rientrare nel mondo del lavoro dopo una gravidanza, non perchè “non vogliono lavorare”, ma perché nessuno le aiuta a conciliare il carico della famiglia con gli impegni di un lavoro a tempo pieno.

Per aiutarvi in questa importante riflessione vorrei che guardaste questo servizio di REPORT su Rai Tre, dal titolo “La Repubblica dei bambini”.

Descrive la condizione delle donne in Francia, dove la situazione per le madri lavoratrici è ben diversa rispetto al nostro paese.

Forse dopo sarà tutto più chiaro.

E se volete approfondire continuate a leggere qui.