Perchè questo blog

Perchè dobbiamo passare un intero anno scolastico assieme, e forse ci possiamo aiutare un po’.

19 pensieri riguardo “Perchè questo blog

  1. salve sn giuseppe 1 a erica. per me è meglio aiutarsi in qualche modo! ;-).. Le volevo fare questa domanda: come mai quando studi, le cose le sai e nei compiti o nelle interrogazioni vai male? sapendo che hai studiato? Nn capisco perchè questo fatto!!! mi risponda! grazie mille. 🙂 😉

  2. Forse perchè, a volte, voi pensate di sapere le cose che avete letto e capito, ma non è sempre così. L’apprendimento richiede alcuni passaggi logici: leggere, capire, memorizzare, associare le nuove conoscenze a dei significati reali. Richiede sforzo, concentrazione e tempo. Invece voi cercate di memorizzare in fretta, spesso senza capire e senza collegare le conoscenze a dei fatti reali. Così il vostro castello è come se fosse di paglia e crolla al primo soffio di vento 😦

    1. Gent.ma Prof.ssa Moretti,
      sono finito, per puro caso, nel suo blog e le faccio i complimenti non solo per l’idea ma anche per la passione con la quale si mette al servizio degli studenti. Fatto, questo, lodevole per chiunque intenda l’insegnamento una missione che va al di là del semplice impiego nell’amministrazione scolastica. Tra l’altro, la materia oggetto del suo insegnamento, è forse tra le più difficili da far “digerire” agli studenti sia per lo spazio “ristretto” dedicato, nell’ambito dei programmi scolastici, al diritto sia perchè, ove non tradotto nella realtà pratica di ogni giorno, finisce per essere percepito, dagli studenti, come un insieme di schemi, regole e nozioni da imparare a memoria (si pensi alla disciplina delle obbligazioni, ad esempio). Quel che sfugge o può sfuggire ad un ragazzo di 14/15 anni, è l’utilità di tali concetti nella vita pratica di ogni giorno. Ed è, ahimè, l’errore più grande che uno studente può commettere, al di là della scelta professionale che un giorno vorrà compiere. Come lei ben sà gli atti di ogni giorno, da noi tutti compiuti, hanno spesso una valenza giuridica, dall’ordine per una consumazione di un caffè al bar alla salita su di un autobus. I ragazzi, spesso, senza colpa loro, nemmeno percepiscono di vivere in un ordinamento “giuridico” dove gli atti ed i gesti che ripetitivamente compiono ogni giorno sono giuridicamente rilevanti. Ed è forse anche questo difetto di cultura giuridica che li porta, talvolta, a compiere fatti ed atti che, purtroppo, producono conseguenze dannose per loro e per le loro famiglie. La coscienza civica di un cittadino nasce dalla conoscenza delle norme e dei principi che regolano l’ordinamento giuridico in cui vive. Senza questa conoscenza la nostra società rischia di diventare, come in parte purtroppo è già facile riscontrare, una comunità di attori che non conosce le regole del gioco e per ciò stesso vive senza regole. Ed è per questo motivo che riconosco a lei ed al suo insegnamento un ruolo davvero importante. Forse più importante di quanto si voglia riconoscere ad altri insegnamenti per i quali, mi creda, c’è sempre spazio e tempo, anche in una età più matura, per costringere uno studente ad applicarsi. Il diritto dovrebbe essere un insegnamento fondamentale nella scuola superiore(e non solo). Principi e regole che ogni studente, nell’approcciarsi alla maggiore età, dovrebbe conoscere per essere cittadino attivo e consapevole dell’ordinamento giuridico. Consapevole dei suoi diritti, anche patrimoniali, e dei suoi doveri. Quale miglior coscienza civile può derivare ad un giovane ragazzo dalla lettura e dall’insegnamento del diritto dei contratti dove tra i principi cardine c’è la buona fede e la diligenza? Buona fede nelle trattative e nella esecuzione del contratto significa rispetto per gli interessi che la tua controparte ti manifesta; significa perseguire il profitto d’impresa in maniera etica ed avendo rispetto di tutti i soggetti del mercato (consumatori, fornitori, produttori) con i quali ti relazioni. La lezione del diritto civile è una grande lezione di civiltà, etica e moralità alla quale questa società non può sottrarsi ed alla quale, per questa stessa ragione, va conferito plauso a chi, come lei, quella lezione, cerca ogni giorno, di impartire.
      Condivido, infine, quanto da lei sostenuto in merito alla necessità, per i ragazzi, di collegare le regole oggetto di studio alla realtà. Questo, ovviamente, converrà con me, è un compito che, in prima battuta, spetta all’insegnante quando illustra e spiega la norma per la prima volta specie di fronte a chi si affaccia a concetti nuovi ed a volte complessi. Ed un pò di lavoro, ovviamente, devono svolgerlo anche i ragazzi, di propria iniziativa, prendendo l’abitudine di farsi domande quando studiano. Ad esempio, dopo aver studiato l’accordo quale requisito del contratto, basterebbe entrare in un supermercato, girare per gli scaffali e fare spesa per verificare se si è studiato abbastanza. Una volta la “logica” era materia di insegnamento nelle scuole. Oggi, purtroppo, così non è (salvo il caso dei licei dove la logica è confinata all’insegnamento della matematica). Forse avrebbe aiutato i ragazzi a sviluppare anche il ragionamento “giuridico”, al di là dell’apprendimento delle norme e degli istituti.
      Spero di non averla tediata troppo. I migliori auguri per il lavoro ed un bocca in lupo ai ragazzi.

      1. La ringrazio molto per l’attenzione e per aver condiviso con me il profondo significato di una disciplina che non solo condividiamo ma che evidentemente amiamo. Una disciplina che, se compresa nel suo significato profondo, non può che aiutare i ragazzi a crescere, diventando adulti responsabili. E questo è il mio vero obiettivo.

  3. io non ho mai imparato cose a pappagallo. Trovo che sia perfettamente inutile e se ad esempio il prof ti chiede qualche spiegazione in più o ti interrompe… addio discorso imparato a memoria!
    poi forse anche il fatto di non collegare, come dice lei prof, le cose scritte sui libri, al mondo reale. Perchè alla fine è per quello che andiamo a scuola, per prepararci a qusto mondo difficile dove dobbiamo vivere. =)

  4. mah.. io non lo so, certamente bisogna avere unbuon metodo di studio!! cmq beppino92 anke a me a volte capita cm capita a te… frs perke li per li dal momento ke si impara come una filastrocca si sa e poi ci si dimentica, cmq ha ragione la prof cm ragionamento!! daltronde… cmq,ì prof kissa se qest’anno passo… pero io non ne ho tanta voglia come faccio? mid ia un consiglio lei…

  5. prof io nn riesco a stargli dietro per prendere appunti perchè lei và molto veloce e io sono molto lenta a scrivere mi può dare qualche consiglio. grazie mille 🙂

    1. Ciao, hai fatto benissimo a segnalarmi questo problema. Non ti preoccupare, vedrai che con l’allenamento tutto si semplifica. Certo non devi scrivere tutto quello che dico parola per parola, ma solo le frasi più importanti, le definizioni, un esempio. Magari prova a scrivere usando qualche abbreviazione. Comunque basta che me lo diciate durante la lezione e io rallento. 😀

  6. Ciao, sono una collega, insegno diritto ad un istituto professionale di Siena, mi chiamo isabella Lucentini, ho 48 anni e anche io ho creato un blog per gli alunni. Purtroppo non sono molto esperta, un collega di informatica mi ha guidato per l’apertura, ma ora da sola non riesco tanto a gestirlo.Il tuo blog mi piace molto, potrebbe essere utile per avere dei confronti e per scambiarci informazioni. il mio indirizzo è isabella.lucentini@gmail.com e l’indirizzo del blog è istitutocaselli.wordpress.com
    Ti ringrazio e buona domenica Isabella

    1. Ciao Isabella, all’inizio il blog crea un po’ di disagio perché noi insegnanti non siamo tanto abituati ad uscire dalle mura delle nostre classi. Vedrai però che presto ti darà molte soddisfazioni, perché avrai l’occasione di scoprire tanti aspetti dei tuoi ragazzi che, in aula, non sempre emergono. Se vuoi scrivimi e possiamo scambiarci opinioni e consigli.
      A presto

  7. Anch’io sono una collega e ti faccio i miei complimenti per il tuo blog. Devo analizzare, per un corso di aggiornamento, qualche blog didattico e, rispetto ad altri che ho visitato, ha la caratteristica, non così scontata, di essere partecipato. Come sei riuscita a coinvolgere i tuoi alunni? Ciao Stefania

    1. Cara collega, devo dire che non è affatto facile! Tieni conto che ho 9 classi del biennio di un ITC quindi il numero dei miei ragazzi ogni anno è veramente notevole! Nonostante questo i ragazzi che intervengono sono relativamente pochi, i fedelissimi. Sotto questo profilo c’è molto da fare. Probabilmente se fossero più grandi interverrebbero con meno timore. I ragazzi del biennio temono di dover dire chissà cosa per essere all’altezza di essere pubblicati su un blog della prof e di essere letti da tutti gli studenti anche delle altre classi. Gli argomenti più “gettonati”? La scuola, i rapporti con i prof, le bocciature… insomma, come in tutte le classi del mondo, i ragazzi vogliono parlare delle loro paure. Grazie di essere passata, aspetto qualche suggerimento 😉

    1. Leggenda purtroppo 😦
      Il 19 le prime entrano dalle 8 alle 10, tutte le altre classi dalle 10 alle 12.
      In fondo solo 2 ore 😉

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