Quale legalità?

30 marzo 2008

La tematica affrontata dal giudice R. Riverso, nel secondo intervento, era tanto affascinante quanto difficile, soprattuto per i miei giovani lettori. Il titolo “quale legalità?” anticipava come il problema del rispetto delle leggi porti con sè profondi conflitti ai quali l’uomo non può sottrarsi. Indubbiamente la necessità di regole nasce dal fatto che l’uomo deve vivere con gli altri e le leggi sono uno strumento per garantire certi comportamenti.

Ma i comportamenti prescritti non sono necessariamente sempre giusti.

Le leggi infatti possono essere varie ed esistono anche leggi profondamente ingiuste. Le leggi che prevedevano la schiavitù, le leggi razziali, le leggi che prevedono la pena di morte sono forse giuste?

Si possono forse considerare “criminali” quelle persone che hanno cercato di salvare in ogni modo gli ebrei violando delle leggi dello Stato? Si sono forse considerare “giusti” quei cittadini che, rispettando le leggi dello Stato, hanno torturato e ucciso nei campi di sterminio milioni di persone?

La giustizia quindi può essere ridotta al solo rispetto della legge? Il dott. Riverso concludeva dicendo che non dobbiamo vedere la giustizia come qualcosa di altro da noi, ma come un sentimento che nasce da una ricerca continua, che parte da un confronto, dal rispetto e dal dialogo con l’altro. Pensare di non essere mai abbastanza giusti è già un modo di esselo.

Voi cosa ne pensate?


Pubblicità