classi seconde: leggi razziali

29 ottobre 2010

1938 Mussolini emana nel nostro paese le lezzi razziali che discriminarono i cittadini italiani di religione ebraica.

L’orrore di queste leggi si basa sempre sulla stessa considerazione che caratterizza gli atti di razzismo: una comunità è considerata inferiore ad un’altra, senza ragioni, sostenendo stupidi stereotipi e pregiudizi. Non dimentichiamolo.


noi cittadini del mondo: le vostre testimonianze

27 aprile 2010

Con le classi prime del corso erica abbiamo lavorato ad un progetto dal titolo “noi cittadini del mondo”. Questa mattina, nel tentativo di raccogliere qualche riflessione dai vari gruppi classe, qualcuno ha lamentato il fatto che “ormai sono cose che si sanno” e che “era piuttosto noioso” continuare a parlarne ancora. Ho ripensato a questa riflessione, del resto più che legittima, perché è un dubbio che a volte assale anche me. Ha senso continuare a parlare degli stessi problemi quando gli studenti ormai li hanno sentiti e risentiti? Ha senso continuare a discuterne quando gli studenti non hanno in realtà nessuna intenzione nè di capire, nè di riflettere, nè di essere un po’ più critici? Io credo di sì, perché, nonostante tutto, la strada per superare i pregiudizi è ancora molto lunga. Per questo vorrei ascoltare qualche vostra testimonianza.

Avete mai assistito a un episodio di solidarietà verso una vittima del razzismo? Qualcuno vi ha difeso da un atto razzista?  Avete mai assistito a un’aggressione razzista?  Siete mai stati vittime di un episodio di intolleranza? Vi siete resi conto di aver commesso, da soli o in gruppo, un atto di razzismo?

Parlarne insieme può servire a tutti.


non sono tutti uguali

18 marzo 2010

i giovani nel vortice dei cambiamenti

19 febbraio 2010

Dall’indagine Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti”, presentata oggi alla Camera dei Deputati, emerge che quasi la metà dei giovani italiani è razzista e solo il 40 per cento si dichiara “aperto” alle novità e alle nuove etnie presenti nel nostro Paese.

  • Il 15,3% del totale degli interpellati manifesta la sua intolleranza soprattutto verso romeni, albanesi e rom.
  • Il 10,7 % dei giovani intervistati rifiuta e manifesta fastidio per tutti, tranne europei e italiani.
  • Il 20 % non esprime forme di odio violente, quel che conta è che le altre etnie se ne stiano lontane, possibilmente fuori dall’Italia.
  • Il 14,5 % sono giovani che non sono del tutto proiettati verso la chiusura ma vivono un sentimento di fastidio verso ciò che li allontana dalla loro identità.

Attraverso l’indagine è stato chiesto ai giovani di rispondere come si sarebbero comportati in determinate situazioni.

  • Scegliere con chi andare a cena. I giovani, tra le opzioni, scelgono in maggioranza le persone disagiate economicamente ma giudicano “accettabile” una cena con un ebreo, un omosessuale o con un extra-comunitario. Accettano, ma con freddezza un musulmano mentre rifiutano l’idea di una cena con un tossicodipendente o un rom.
  • Il vicino di casa. Vanno bene omosessuali, ebrei e poveri. Non sono accettati tossicodipendenti e rom.
  • Se un figlio si fidanza. I giovani italiani riterrebbero accettabile avere un figlio/a che ha un compagna/o di religione ebraica, ma anche qualcuno con evidenti disagi economici. Scarso entusiasmo se la coppia si formasse con un o una extra-comunitaria o con una persona musulmana. Più difficile convivere con l’omosessualità di un figlio. L’incubo peggiore? Che uno dei propri figli faccia coppia con un tossicodipendente o un rom.

E voi da che parte state? Come vi sentite nei confronti degli stranieri? Come vi comportereste nelle situazioni proposte?


giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25 novembre 2009

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Sembra inutile parlarne mentre invece le donne sono vittime di tantissime forme di violenza, ogni giorno, in ogni parte del mondo. Violenza psicologica, violenza fisica, violenza economica, stupri, omicidi d’onore, violenza domestica, violenza nell’ambiente di lavoro, matrimoni forzati, mutilazioni sessuali, aggressioni, molestie, emarginazioni, discriminazioni. Nel mondo sono oltre 140 milioni le donne vittime di violenze. In Italia oltre 14 milioni di donne sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. Si crede spesso di dover aver paura degli immigrati, ma in realtà solo nel 24,8% dei casi la violenza è  fatta da uno sconosciuto. La maggior parte di queste violenze infatti arriva dal partner e la grandissima maggioranza dei casi non è mai stata denunciata.
Perché la paura e la solitudine costringe le donne a chiudersi nel silenzio.


art 3 cost. il principio di uguaglianza

8 novembre 2009

Vi siete mai sentiti discriminati?


la convivenza possibile

22 giugno 2009

Sapete bene ormai come la penso in materia di immigrazione. Sapete bene quanto secondo me è importante trovare modalità di consenso e di libertà che garantiscano ad ognuno di conservare la propria identità. Un’identità aperta alla comprensione delle altre culture, in un’ottica di arricchimento reciproco.

Proprio in quest’ottica è comunque importante che gli stranieri che vengono nel nostro paese accettino di rispettarne le leggi, anche se contrarie alle loro usanze. Purtroppo spesso episodi di cronaca ci ricordano che  la condizione della donna in certi paesi è ancora di assoluta sudditanza e la famiglia spesso impone loro rigide regole anche con pericolosa violenza. Lo ha ribadito anche la Corte di Cassazione in una recente sentenza: nel nostro paese l’uguaglianza tra uomini e donne e il divieto di ogni discriminazione è un principio costituzionalmente garantito a tutti e che deve essere riconosciuto a chiunque si trovi sul territorio italiano.

Queste donne vanno protette, sempre e comunque, da usanze ingiuste e lesive dei loro più elementari diritti.


Mai più happy housewives

18 dicembre 2008

In alcune classi stiamo affrontando il problema delle discriminazioni tra uomini e donne. Discriminazioni che nel nostro paese, ancora oggi, sono molto forti e diffuse. 

Volevo allora segnalare alla vostra attenzione questa notizia: l’europarlamentare svedese Eva Britt ha proposto un rapporto (per ora non ancora obbligatorio negli stati U.E.) che propone l’eliminazione dalla pubblicità di tutti gli stereotipi di genere. Basta quindi con le donne tutte casa e famiglia, sempre belle e sorridenti, felici di fare il bucato, che amano lavatrici e lavastoviglie. E basta anche con gli uomini giovani, forti e macho alla guida di potenti auto. 

La pubblicità, afferma il rapporto, ha un grande ruolo: è fatta per influenzare gli individui. E questi spot sono negativi sopratutto perché influenzano i giovani che dalla Tv prendono tutto, modelli di comportamento compresi. 

Secondo voi il problema esiste oppure oggi non esistono più discriminazioni tra uomini e donne? La pubblicità ha un ruolo così forte nell’influenzare i nostri modelli di comportamento? Il cambiamento degli spot potrebbe produrre qualche effetto nelle nostre vite?