noi cittadini del mondo: le vostre testimonianze

27 aprile 2010

Con le classi prime del corso erica abbiamo lavorato ad un progetto dal titolo “noi cittadini del mondo”. Questa mattina, nel tentativo di raccogliere qualche riflessione dai vari gruppi classe, qualcuno ha lamentato il fatto che “ormai sono cose che si sanno” e che “era piuttosto noioso” continuare a parlarne ancora. Ho ripensato a questa riflessione, del resto più che legittima, perché è un dubbio che a volte assale anche me. Ha senso continuare a parlare degli stessi problemi quando gli studenti ormai li hanno sentiti e risentiti? Ha senso continuare a discuterne quando gli studenti non hanno in realtà nessuna intenzione nè di capire, nè di riflettere, nè di essere un po’ più critici? Io credo di sì, perché, nonostante tutto, la strada per superare i pregiudizi è ancora molto lunga. Per questo vorrei ascoltare qualche vostra testimonianza.

Avete mai assistito a un episodio di solidarietà verso una vittima del razzismo? Qualcuno vi ha difeso da un atto razzista?  Avete mai assistito a un’aggressione razzista?  Siete mai stati vittime di un episodio di intolleranza? Vi siete resi conto di aver commesso, da soli o in gruppo, un atto di razzismo?

Parlarne insieme può servire a tutti.


classi seconde: legislazione su droghe e alcool

19 marzo 2010

Ultima serie di slide prima della verifica sulla salute e sull’uso di sostanze che generano dipendenze. Buon lavoro.

droga e alcol: la legislazione


proibizionismo per gli under sedici

22 luglio 2009

Abbiamo parlato tante volte del problema alcol e adolescenti. Adesso questa iniziativa del comune di Milano fa discutere tutta Italia tra sostenitori e critici. Voi cosa ne pensate? Potrebbe risolvere qualcosa? La multa ai genitori è efficace per risvegliarli dal loro letargo? Ma le autorità saranno in grado di intervenire veramente e di far rispettare il divieto?

Perché quello che conta veramente è la certezza della pena 😦


Legalità: ecco cosa vorreste

8 maggio 2008

Torniamo ai vostri temi sulla legalità per chiudere la discussione. Molti di voi sottolineano l’esigenza di un maggior rigore nelle sanzioni. Sanzioni più dure e soprattutto certe, potrebbero avere la funzione di prevenire futuri reati da parte di chi “ci penserebbe bene prima!

M. dice:

la giustizia italiana per me è troppo permissiva, le pene da scontare, anche per i reati più gravi, non rispecchiano la gravità dell’accaduto e spesso sono poco esemplari.”

C.:

“ mi capita sempre più di frequente di sentire amici che sono riusciti ad evitare multe perchè il poliziotto ha chiuso un occhio. Di questo passo i giovani non vedranno mai le leggi e le regole come qualcosa di serio, ma le vedranno come qualcosa di inutile.”

Certo molto dipende anche dalle persone che frequentiamo perchè, come dice  M:

“ Un fattore che potrebbe indurre al buon comportamento sono i buoni amici. Secondo me un amico responsabile e fidato potrebbe essere molto utile”

Ma soprattutto, perchè le cose cambino, molti di voi chiedono che si parli di più del senso delle regole, del perchè dei divieti che ci circondano, affinchè diventino regole in cui crediamo e che condividiamo.
Dice M.:

“ Secondo me, per far sì che i cittadini siano consapevoli e aiutare i giovani a un percorso di vita ispirato alla giustizia, bisogna fargli capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Per me, se si limita molto la vita di un ragazzo, ad esempio senza farlo uscire la sera a fare un giro con gli amici, se si nega la sua libertà, appena sarà maggiorenne si comporterà in modo sbagliato, perchè non conosce la vita esterna, è rinchiuso nel proprio mondo. La cosa principale è far capire le cose giuste e quelle sbagliate.”

Le regole dovrebbero diventare le nostre regole, quelle in cui crediamo per una vita migliore.

Come dice B.

“ Oggi come oggi la legalità può venire presentata ai giovani come qualcosa di conveniente per l’individuo, non una privazione ma qualcosa che permetta loro di vivere liberi.”


Legalità: più che predicata praticata!

6 maggio 2008

Alcune riflessioni molto interessanti riguardano le “accuse” dei ragazzi al mondo degli adulti.

P.  dice:

I nostri rappresentanti dovrebbero essere i primi a dare l’esempio ai cittadini, non dovrebbero sfruttare il loro status per avere dei vantaggi personali, come spesso si legge sui quotidiani, perché la legalità più che predicata dovrebbe essere praticata.” poi aggiunge “E’ vero che  i politici, i parlamentari ci rappresentano, ma lo fanno fin troppo, riproducendo comportamenti negativi della nostra società, che magari dovrebbero evitare.(…) Se si vuole modificare il pensiero che è ormai radicato e caratterizza gli italiani cioe ” lo fanno anche gli altri, che male c’è” dovrebbero essere le persone che stabiliscono le leggi le prime a rispettarle.”

I. aggiunge:

“I più grandi, quelli che dovrebbero darti il buon esempio, hanno la loro parte di colpa. Vorrei fare un esempio. Fumare, un gesto che molti, sia adulti che giovani compiono. Ok. Ma allora perché nel pacchetto c’è scritto a caratteri cubitali “i minori non devono fumare” ma poi li vediamo in giro, anche sotto gli occhi degli adulti, nei cortili della scuola a fumare insieme ai prof? Ora il punto è uno: se i minorenni non dovrebbero fumare perchè gli adulti non dicono niente? Ma soprattutto: perchè i tabaccai le vendono ai minorenni?”

Io condivido molto queste critiche: come pretendere dai ragazzi il rispetto di regole se gli adulti per primi non le rispettano?  Si educa molto di più con l’esempio che con le prediche 😦


Illegalità per essere accettati dal gruppo?

3 maggio 2008

Dice M.

“ Nei giovani, quando un leader di un gruppo fa una cosa illecita gli altri sono costretti a farla anche loro, se no si viene esclusi dal gruppo. Anche negli episodi di bullismo: se una persona prende in giro, picchia, insulta, anche gli amici attorno seguono lo stesso esempio oppure si mettono a ridere. Personalmente queste cose mi fanno molto arrabbiare, perché se una persona tutti i giorni viene insultata o malmenata perde la voglia di avere amici o di stare in un gruppo perché ha paura di essere trattato come un pupazzo.”

La pressione del gruppo a volte è talmente forte che a volte finiamo per fare – o tollerare- anche quello che non ci sembra giusto. Come mai?

Illegalità per diventare grandi?

3 maggio 2008

Molti di voi collegano la necessità di infrangere le regole con il bisogno di crescere. In effetti l’adolescenza è un’età difficile, durante la quale si mette in discussione tutto: le regole, l’autorità, il mondo degli adulti. Ci si chiede “perchè devo fare questo o quello? perchè non posso fare quello che voglio visto che la vita è mia”.

dice Y.

“Non rispettare le leggi è anche non conoscere limiti. Tutto inizia da quando siamo giovani e vogliamo essere liberi, non avere limiti. Quello che dicono e pensano i nostri genitori non ha più senso, non conta niente. Cerchiamo “la nostra giustizia”, “la nostra verità” perciò si comincia ad infrangere le leggi. Si comincia dalle cose piccole, ad esempio caricare un amico in motore senza casco e, se nessuno mette i limiti, si può arrivare a cose più gravi.”

B.:

“La legge e le regole fanno scattare in noi ragazzi un senso di trasgressione che tende ad allontanarci da tutto ciò che rappresenta la regola, il rigore e anche il legale. Fin da piccoli ci viene detto cosa non fare e mai cosa fare. Ci piovono addosso una marea di no, di limitazioni, di restrizioni, tante volte non giustificate e quindi non comprese. (…) Ritengo che sia proprio dalle limitazioni non comprese che poi nei giovani nasca l’ostilità nei confronti delle regole.”

Voi cosa ne pensate? Violare le regole è un modo di affermare se stessi contro il mondo degli adulti?


minori e illegalità

6 aprile 2008

Torniamo alla giornata della legalità. Un altro intervento, per me molto significativo, è stato quello del dott.Degiorgis, giudice del Tribunale dei Minori di Bologna. Il giudice si è soffermato su due aspetti molto importanti sul rapporto tra minorenni e legalità. La prima riflessione è stata quella di ricordare come spesso i ragazzi commettano dei reati con estrema leggerezza, giustificandosi con “noi cosa c’entriamo? cosa abbiamo fatto? non sapevamo fosse reato”. Purtroppo questo è un fenomeno sempre più diffuso. Oggi infatti i ragazzi si trovano in mezzo a situazioni più grandi di loro con molta facilità. Questo sembra rendere tutto “normale”: è normale ubriacarsi, guidare anche se si ha bevuto “un po’ ” , comprare delle droghe più o meno leggere, rubare in un supermercato, scrivere sui muri, diffondere immagini su internet, comprare oggetti di dubbia provenienza. Un po’ perchè “lo fanno tutti”, un po’ perchè “tanto non succede niente”. Ma a volte le cose non vanno esattamente così. In tutti questi casi infatti si può andare incontro a denunce, processi e precedenti penali. Situazioni sgradevoli per un ragazzo abituato a rimediare gli errori piangendo e chiedendo scusa. Situazioni che vi scaraventano con forza nel mondo degli adulti.

Voi cosa ne pensate?


Quale legalità?

30 marzo 2008

La tematica affrontata dal giudice R. Riverso, nel secondo intervento, era tanto affascinante quanto difficile, soprattuto per i miei giovani lettori. Il titolo “quale legalità?” anticipava come il problema del rispetto delle leggi porti con sè profondi conflitti ai quali l’uomo non può sottrarsi. Indubbiamente la necessità di regole nasce dal fatto che l’uomo deve vivere con gli altri e le leggi sono uno strumento per garantire certi comportamenti.

Ma i comportamenti prescritti non sono necessariamente sempre giusti.

Le leggi infatti possono essere varie ed esistono anche leggi profondamente ingiuste. Le leggi che prevedevano la schiavitù, le leggi razziali, le leggi che prevedono la pena di morte sono forse giuste?

Si possono forse considerare “criminali” quelle persone che hanno cercato di salvare in ogni modo gli ebrei violando delle leggi dello Stato? Si sono forse considerare “giusti” quei cittadini che, rispettando le leggi dello Stato, hanno torturato e ucciso nei campi di sterminio milioni di persone?

La giustizia quindi può essere ridotta al solo rispetto della legge? Il dott. Riverso concludeva dicendo che non dobbiamo vedere la giustizia come qualcosa di altro da noi, ma come un sentimento che nasce da una ricerca continua, che parte da un confronto, dal rispetto e dal dialogo con l’altro. Pensare di non essere mai abbastanza giusti è già un modo di esselo.

Voi cosa ne pensate?



Il rispetto delle regole

30 marzo 2008

Il Prefetto, la dott.ssa F. De Sanctis, ha sottolineato una cosa molto importante: il rispetto non deve nascere dalla paura. Non dobbiamo rispettare le regole solo perchè abbiamo paura delle sanzioni. Il rispetto delle regole dovrebbe diventare un atteggiamento spontaneo, un modo di vivere.

Un articolo di Giorgio Bocca, su Venerdì di Repubblica di questa settimana, sottolineava proprio come gli italiani vivano invece sempre ai limiti della legalità. Dice l’Autore: “Muovetevi in questo paese, intraprendete, costituite società, comprate e vendete, e scoprirere che novanta volte su cento tanti italiani hanno una sola regola: imbrogliarvi, farvi dei preventivi superiori al giusto, non pagare le tasse, inventare spese inutili, prolungare i contenziosi, fare uso di mazzette lubrificanti”.

Purtroppo è molto spesso così: la logica del “così fan tutti”, del “cosa c’è di male”, dei “furbetti del quartierino” sembra essere vincente e anche un po’ affascinante.

Perchè rispettare le regole nel nostro paese ci fa sentire stupidi?