classi seconde: un prodotto originale

8 aprile 2013

Alcuni studenti della classe 2A afm, nell’ambito delle attività relative a “Fisco e Diritti”, hanno approfondito il tema dei servizi pubblici. In particolare si sono soffermati sul tema dell’istruzione descrivendo il nostro Istituto con una sorta di TG-Oriani.

Devo dire che il risultato è sicuramente apprezzabile: rispetto a tanti “noiosissimi” powerpoint tutti più o meno uguali, questo lavoro è originale, fresco e abbastanza efficace! Bravi 🙂


10 giorni di facebook

21 febbraio 2012

Sono dieci giorni che ho aperto questa benedetta pagina facebook e già mi faccio tante domande. E naturalmente, come mio solito ho letto un sacco di articoli di ogni genere.

A dire tutta la verità non ho capito ancora bene a cosa serva questo social. A rimanere in contatto con gli amici probabilmente sostituendo msn. A rendersi visibili e protagonisti in rete. A curiosare nella vita degli altri. In realtà, al momento, nessuno di questi aspetti mi affascina particolarmente! Ma mi dicono che ci vuole tempo 😉

Intanto molti studenti mi stanno chiedendo l’amicizia. Il tema del rapporto di amicizia tra i docenti e gli studenti apre un dibattito che è di  grande attualità. Ci sono Presidi che hanno vietato tale possibilità e altri che invece incentivano l’apertura a queste nuove forme di comunicazione.

Io ho pensato molto a cosa fare. Subito ho pensato che fosse meglio evitarlo. Ma che amici e amici!? Forse era meglio distinguere i ruoli! Poi ho visto che, in realtà, queste reti che si creano non hanno niente a che fare con l’amicizia che è ben altra cosa. Del resto non ho in nessun modo intenzione di pubblicare informazioni riservate che preferirei che i miei studenti non leggessero. Considero sempre la rete uno spazio pubblico e ho intenzione di comportarmi nello stesso modo a scuola, in strada, in piazza. Quindi ho deciso di accettare l’amicizia dei ragazzi. Di chi me la chiede, sia ben chiaro, e mai il contrario. Mi sembra, in fondo, anche questa una buona un’occasione per continuare a discutere ed educare. Per sicurezza comunque ho fatto una lista studenti che eventualmente escluderò da qualche lettura 😉

Mi incuriosiscono però le ragioni che spingono i ragazzi a chiedere l’amicizia ai loro prof.

Le risposte potrebbero essere diverse:

1. perché hanno solo voglia di aumentare il numero degli amici

2. perché non si rendono conto che poi i prof. scopriranno i loro fatti privati

3. perché hanno ormai familiarità con la rete e non pubblicherebbero mai nulla di cui potrebbero vergognarsi.

Qual è la vostra?


una prof. di chimica speciale

2 gennaio 2012

Una bravissima collega ha pubblicato un fantastico video  intelligente e ironico sul rapporto tra studenti/insegnante/chimica. Non perdetevelo e mi raccomando, lasciate qualche commento 😀


la scuola non piace

26 marzo 2011

La scuola ai quindicenni italiani piace solo al 6.06% dei ragazzi e all’11,01% delle ragazze. Su 41 Paesi l’Italia si colloca al quartultimo posto per il gradimento dei 15enni.Mi aiutate a capire perché? Cosa c’è di così brutto?


Aboliamo le bocciature?

19 febbraio 2011

Parlare di bocciature è un argomento delicato. Sono giuste, ingiuste, sbagliate, inutili? Credo si debba riflettere molto prima di trovare una risposta. Personalmente spesso penso che la presenza delle bocciature finisca per distorcere il senso della scuola.
Per gli studenti la presenza della bocciatura trasforma l’obiettivo dell’apprendimento nell’obiettivo di essere promossi. Promossi ad ogni costo. Promossi cercando scorciatoie, strade facili, misere sufficienze. Tutto va bene purché alla fine si sia promossi.
Per i genitori l’obiettivo diventano i voti. “Come va mio figlio?” vuol dire semplicemente “quanto ha preso?”. Se il voto è sufficiente la promozione è assicurata… fine del problema.
Per gli insegnanti spesso possibilità di giudicare gli studenti con la bocciatura misura la qualità di una scuola: se non si boccia la scuola è scadente e inefficace. “Tanto qui promuovete tutti…”. Per questi docenti la scuola è di qualità si misura dalla capacità di fare “selezione”, dal numero delle insufficienze gravissime e dal numero dei bocciati.
E l’apprendimento? E la curiosità di imparare? E la soddisfazione di sapere e saper fare cose nuove? L’orgoglio di scoprire realtà sconosciute? Siamo sicuri che il fatto di non essere bocciati ci garantisca di aver raggiunto tutto questo?
Spesso penso che il sistema delle bocciature andrebbe abolito. Da diverse parti d’Europa è già così. Stare nella scuola superiore per cinque anni è più che sufficiente per imparare ciò che ti serve per continuare a studiare o per entrare nel mondo del lavoro. Se capisci che sei lì per quello, meglio per te. Se non lo fai nessuno ti assumerà, nessuno avrà bisogno di te, non ti laureerai mai. Se invece capisci perché sei lì in quella scuola, perché seduto in quella sedia cinque ore ogni mattina, forse ti renderai conto che non hai tempo da perdere e che non ci saranno tante altre occasioni per migliorare. Insomma, forse non lo avete capito, ma se non ci fossero le bocciature la vostra vita non sarebbe più facile, ma molto più difficile. Ma per fortuna le bocciature esistono. Esistono per dare una possibilità a chi non ha raggiunto gli obiettivi minimi di rafforzarli l’anno successivo, di riprendere il percorso di apprendimento. Esistono per darvi una seconda possibilità. Perchè non sia troppo tardi.

Insomma, ringraziate il cielo che le bocciature esistono 😉


chi valuta chi valuta?

19 novembre 2010

In via sperimentale il ministero introduce la possibilità di valutare la qualità dei docenti attribuendo un premio ai migliori.
Al momento sono due le proposte.
Un primo progetto propone di valutare le scuole nel suo insieme. Queste verranno valutate prendendo in considerazione il livello di miglioramento degli apprendimenti degli studenti attraverso i test Invalsi ma anche una serie di indicatori che vanno dal rapporto scuola-famiglia alla gestione delle risorse, ai livelli di abbandono. Il verdetto è affidato a un team di osservatori esterni composto da un ispettore e da due esperti. Sulla base dei risultati verrà formulata una graduatoria regionale da una Commissione tecnica regionale. Alle scuole che si collocheranno nella fascia più alta sarà assegnato un premio da destinare ai docenti.
L’altro progetto prevede la valutazione dei singoli insegnanti. In ogni scuola verrà costituito un «nucleo» di valutazione composto dal preside, da due professori eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di Istituto (in qualità di osservatore). La valutazione terrà conto di curriculum vitae dei docenti e documento di valutazione. Ma non solo. Il «nucleo» dovrà considerare anche il giudizio sui docenti espresso da genitori e studenti. Gli insegnanti meritevoli saranno premiati singolarmente.

Per il momento è solo una sperimentazione che coinvolge poche scuole di Torino, Napoli, Pisa e Siracusa, ma potrebbe un giorno diventare una regola per tutti gli insegnanti.

Quale dei due metodi vi sembra più corretto? Come si decide se un prof. è veramente bravo?


2B erica: attualità e costituzione

11 giugno 2010

Pubblico con soddisfazione i link agli articoli che sintetizzano il lavoro che i ragazzi di 2B erica hanno svolto sul blog  Attualità e Costituzione per tutto l’anno scolastico, approfondendo tematiche di attualità collegabili agli articoli della Costituzione Italiana. Credo sia stato un lavoro importante anche se per certi aspetti difficile. E’ un’esperienza che va perfezionata ma che, nell’ottica di migliorare la cittadinanza attiva degli studenti, è sicuramente da ripetere.

Qui il lavoro del gruppo che si è occupato di pari opportunità, qui quello del gruppo che ha lavorato sugli articoli relativi alla salute e all’ambiente, qui la sintesi di chi ha approfondito i temi relativi alla famiglia, qui chi si è occupato del lavoro.

Un grazie per l’impegno e la partecipazione di tutti i ragazzi e le ragazze della classe 😀